Si è unita nella preghiera tutta la comunità di Pile

Decine di fedeli si sono ritrovati nella chiesa-tenda per una funzione religiosa Il cardinale Petrocchi: «Un bimbo che muore o è ferito lacera l’anima del mondo»
L’AQUILA. Le parole e il silenzio, alla ricerca di un senso di fronte a una tragedia così inspiegabile. Questo ha spinto ieri sera decine di fedeli all’interno del tendone che ospita la chiesa provvisoria di Sant’Antonio (parrocchia di Giovanni Battista di Pile), per un momento di preghiera e riflessione.
Ad accogliere i parrocchiani don Ramon Mangili che, sempre ieri, ha fatto visita ai genitori del piccolo Tommaso, morto investito dall’auto all’interno della scuola. «Non è stato un momento facile», ha confessato il parroco. «Ho visto la famiglia del piccolo particolarmente provata da questa tragedia». Con Tommaso altri cinque bimbi sono rimasti feriti nello schianto. A tutti loro è stata dedicata la liturgia eucaristica celebrata dal vescovo ausiliare Antonio D’Angelo. Un rito preceduto dal rosario. «Siamo qui», ha detto monsignor D’Angelo, «per dare spiegazioni a fatti inspiegabili che fanno parte del mistero della vita e della sofferenza. Non riusciamo infatti a capire facilmente quello che ci accade intorno e che abita la nostra esistenza. Questo è un po’ quello che Pietro e gli apostoli chiedevano a Gesù nel dire: “Maestro, noi abbiamo lasciato tutto e ti seguiremo. Cosa ne otterremo?”». Il riferimento è al passo del Vangelo scelto per la messa e proclamato da don Giuseppe Gianiorio. «E la risposta», aggiunge, «arriva con una parola chiara e semplice: “Voi che mi avete seguito, siederete con me”. La parola di una promessa che non è vana. Una promessa che ci dà speranza e conforto anche in questi momenti così difficili». Tra i concelebranti anche don Federico Palmerini.
Tanti i giovani presenti a questo appuntamento particolarmente sentito dalla comunità. Difficile anche per i sacerdoti trovare le parole di conforto da condividere con i fedeli, tra i quali comunque risuonano anche le parole del cardinale Giuseppe Petrocchi, inviate nelle ore precedenti.
«La Chiesa aquilana ha il cuore in tumulto», ha detto, «e, come tutta la città, rimane sgomenta di fronte alla tragedia che si è abbattuta su alcuni bambini mentre giocavano felici nel giardino dell’asilo e ha devastato le loro famiglie. Ogni bambino è il tesoro più prezioso per i suoi genitori, come anche per la comunità in cui vive; ma è pure “patrimonio sacro” dell’intera umanità: appartiene a tutte le persone degne di questo nome. Perciò un bambino che muore o che rimane ferito provoca un dolore “universale”, che lacera l’anima del mondo». Di qui il conforto. «La Chiesa aquilana», ha detto ancora Petrocchi, «innalza preghiere incessanti per i bimbi feriti e per le loro famiglie, e abbraccia con tenerezza partecipe le mamme e i papà colpiti da questo immenso dolore». Un pensiero speciale per il piccolo scomparso. «Affido alla Vergine Maria il piccolo Tommaso», ha detto, «perché lo accompagni al cospetto del Signore, crocifisso e poi risorto: sia lei a unirlo alla schiera dei “santi innocenti”, nei quali risplende eterna la luce del Vangelo. E adesso spetta a te, piccolo Tommaso, diventare il nostro “angioletto custode”, che veglia su di noi: direttamente dal Paradiso».
Intanto ieri, nel giorno di San Pietro Celestino, e oggi, nella ricorrenza del Transito di San Bernardino da Siena, le organizzazioni e i comitati dei festeggiamenti hanno cancellato dai rispettivi programmi gli eventi pubblici esterni alle basiliche, unendosi al lutto cittadino. Permangono, comunque, le sante messe previste da programma, «con lo sguardo e la preghiera rivolti a questa vittima innocente di un’assurda fatalità».
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