Sicurezza a rischio nelle scuole: i comitati aspettano i candidati

1 Giugno 2022

Venerdì alle 17 alla Villa comunale l’assemblea cittadina aperta ai quattro contendenti Le richieste: edifici in muratura superando i Musp e zone senz’auto vicino ai vari plessi

L’AQUILA. «Mai più una tragedia come quella di Tommaso». Candidati a sindaco a confronto, governo garante. Ha raggiunto anche il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi – la cui presenza, annunciata in occasione dei funerali del piccolo travolto e ucciso da un’auto all’asilo, era saltata per impegni istituzionali – l’invito dei comitati civici che si battono per la ricostruzione, su tutti “Scuole sicure” e “Oltre il Musp”.
il confronto
«Per venerdì alla Villa comunale», informano i promotori, «abbiamo invitato le candidate sindache e i candidati sindaci per analizzare le cause della non ricostruzione scolastica e della precaria sicurezza degli edifici scolastici della nostra città. Abbiamo invitato anche il ministro quale garante istituzionale. Saranno presenti i comitati cittadini che da anni hanno seguito i finanziamenti e i progetti mancati evidenziando superficialità e incompetenza operativa. L’intento è quello di trovare le energie e le capacità per dare una svolta a questa situazione e promuovere la partecipazione».
la mobilitazione
Lunedì scorso, in occasione della convocazione dei dirigenti scolastici da parte della commissione Garanzia, sui problemi e la sicurezza delle scuole, era presente, tra gli altri, Massimo Prosperococco, storico animatore del comitato scuole sicure. «Una riunione», ha scritto, «che ha dato la possibilità ai dirigenti scolastici di elencare la moltitudine di problemi legati alla sicurezza esterna, in particolare legata alle auto in prossimità delle scuole. Ha dato anche la possibilità alla Provincia di elencare le cose fatte secondo loro, sulla ricostruzione e messa in sicurezza sismica degli edifici di loro competenze. Ha dato la possibilità al sindaco di dare delle risposte, secondo me insufficienti, ai dirigenti scolastici e io aggiungo alla città, ai cittadini, ai ragazzi, ai bambini. Personalmente, ho avuto la possibilità di intervenire, ma non l‘ho fatto perché ho ritenuto che per l’ennesima volta dal 2016 avrei ripetuto le stesse cose a chi me le ha sentite ripetere da anni, ”...ricostruire subito le scuole con i fondi a disposizione!”. Ho evitato di intervenire perché la non ricostruzione delle scuole porta con sé responsabilità morali in caso di gravi incidenti nelle scuole esistenti e sarei stato indelicato. Avrei aggiunto che i Musp non sono più scuole sicure, perché progettati e costruiti per durare 5 anni, ne sono passati 13. Avrei puntualizzato che cinque anni fa le scuole erano una priorità e oggi stiamo parlando ancora di dove allocare le scuole. Avrei detto che le tragedie devono portare insegnamento e non essere rimosse come è accaduto per la sicurezza sismica degli edifici scolastici. Avrei chiesto, subito un impegno vincolante per la creazione di “zone calme” di 150 metri senz’auto intorno alle scuole, come avviene in molti paesi europei».
©RIPRODUZIONE RISERVATA