«Sicurezza scuole la nostra priorità»

Ecco la lista Pd. Di Benedetto: a settembre sarà tutto a posto Albano: la campagna stampa contro Cialente è fuori tempo
L’AQUILA. Sono due le priorità del Partito democratico: la sicurezza delle scuole e il rilancio del Gran Sasso.
Ieri mattina, nella sede del partito, il Pd aquilano ha presentato la lista, guidata dal segretario comunale Stefano Albano, per il candidato sindaco Americo Di Benedetto. Molti volti nuovi, il 50 per cento di donne, professionisti, giovani, attivisti del volontariato. E c’è anche Fabio Pelini, fuoriuscito da Rifondazione e confluito tra i dem, che però manterrà la sua «autonomia in consiglio comunale», in caso di elezione. Al battesimo ufficiale della lista, oltre a tutti i candidati, la senatrice Stefania Pezzopane e il capogruppo in consiglio Tonino De Paulis. Assenti giustificati, per impegni istituzionali, il sindaco Massimo Cialente e il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci. A illustrare le linee guida del programma il segretario Albano, insieme a Di Benedetto.
SCUOLE PRIMA DI TUTTO.
«Il problema della sicurezza delle scuole è il primo punto che affronteremo nel momento in cui la nostra coalizione vincerà le elezioni», ha tenuto a precisare il candidato sindaco Di Benedetto. «Siamo anche a buon punto con i rilevamenti sulla vulnerabilità. Ma è un aspetto della città che non può attendere, visto che settembre è vicino e alla riapertura delle scuole gli edifici devono essere messi in sicurezza e comunque avere una certificazione chiara sulla loro vulnerabilità sismica», ha sottolineato Di Benedetto.
GRAN SASSO DA SCALARE.
L’altra priorità indicata dal Pd e dal suo candidato sindaco, è il Gran Sasso. «Bisogna accelerare sul Gran Sasso, spendere i soldi che ci sono per lo sviluppo della montagna. Per questo è indispensabile l’apporto dei provati. Il Comune da solo non potrà mai gestire una struttura del genere. Intanto, però, pensiamo subito alla funivia, così come a tutta la rete dei trasporti cittadini», ha detto Di Benedetto.
UN PELINI... DI TROPPO? Ex assessore all’Assistenza alla popolazione nella giunta Cialente, che da Rifondazione comunista è tornato sulla “nave madre” del Pd, Fabio Pelini non è di ... troppo. «Ho lasciato la strada folle che ha preso il Prc e sono confluito nel Pd, ma restando con la mia identità e autonomia politica», ha precisato Pelini. «In consiglio comunale manterrò la mia autonomia decisionale». Questo vuol dire che voterà caso per caso? C’era dunque bisogno, da parte del Pd, lasciare a piedi un attivista del partito o altre figure, per dare spazio all’ex assessore di Rifondazione? La risposta è arrivata dal segretario Albano: «Abbiamo fatto la scelta di una coalizione - perché di questo si tratta - più ampia possibile. Il blocco resta quello della maggioranza. Il Prc ha fatto un congresso, si è spaccato e ha preso una diversa posizione: se continuare con il centrosinistra o no. Pelini ha scelto di continuare con la nostra coalizione».
GIOVANI E FORTI. «Quella del Pd è una lista forte, giovane e molto rappresentativa, con candidati autorevoli. È una lista di equilibrio: c’è un parterre formato da chi era in giunta o in consiglio comunale e un parterre di giovani sotto i 35 anni e tanti sotto i 30», ha detto Stefano Albano. «Provengono dal mondo delle professioni, ma anche dal volontariato, dai consigli circoscrizionali. I nostri giovani non sono sprovveduti presi dalla strada, ma vengono da una scuola in mezzo alla gente, ai problemi dei cittadini. E sulle donne abbiamo fatto una scelta non dettata da una semplice rappresentanza di facciata, ma sono il 50 per cento della lista e tutte donne autorevoli e di livello, anche loro molto preparate».
CENTRODESTRA E “B”. Non sono mancati riferimenti polemici e frecciate al centrodestra. «Per otto anni non ha prodotto nulla, non hanno fatto neppure opposizione e ora, per cercare consensi, usano la paura nei confronti degli aquilani, come i fondi per la ricostruzione che non ci sono, che non basteranno per tutti. Oppure guarda al passato. È costretto, il centrodestra, a riesumare Berlusconi», ha affermato Albano, «parlando di questi otto anni nei quali sono stati, quelli del centrodestra, completamente assenti. Faccio solo un esempio: la tassa di scopo per la ricostruzione dell’Aquila non l’hanno voluta. Se l’avessero messa, ora saremmo molto avanti con la ricostruzione e con pochi soldi pubblici. Si andava avanti sei mesi per sei mesi. Il 4% per la ripresa delle attività economiche lo ha deciso il governo di centrosinistra. E anche questo si poteva fare subito, ma Berlusconi non ha voluto».
CIALENTE E LA STAMPA. «E mentre noi pensiamo al futuro di questa città, a ringraziare Massimo Cialente come “sindaco del terremoto”», ha concluso Albano, appoggiato anche da Di Benedetto, «la stampa sta mettendo in campo una campagna su Cialente per un’inchiesta che non è andata neppure a processo. E il M5S ci ha fatto persino una conferenza stampa su questo, non avendo nient’altro da dire».
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