Sicurezza sismica, Errani premia due laureati

5 Aprile 2017

Il commissario straordinario per l’emergenza in Centro Italia alla cerimonia promossa dall’Avus

L’AQUILA. C’erano i genitori di tanti giovani studenti universitari morti sotto il peso delle macerie di otto anni fa, in composto silenzio, perché le parole non servono più. Per loro quel che conta è fare in modo che il mondo ricordi i ragazzi vittime innocenti di responsabilità umane, come da quattro anni cerca di fare il Premio Avus, che dal 2013 viene assegnato alla migliore tesi universitaria sulla prevenzione sismica. Subito dopo il sisma, un gruppo di genitori di 55 universitari fuori sede deceduti sotto le macerie si riunirono nell’associazione “Vittime universitarie del sisma 2009”, da cui nacque il premio, ieri consegnato nell’aula del Gran Sasso science institute, agli studenti Marco Zanini, laureato in Ingegneria Civile all’Università di Padova con una tesi dal titolo “Valutazione della sicurezza sismica con metodi di primo livello: gli edifici in linea”, e a Vincenzo D’Oriano, laureato in Geologia e Territorio all’Università di Bologna con una tesi dal titolo “Sfide alla geologia: le opere di Miozzi e Calatrava a Venezia”.

L’assegno del valore di 3mila euro sarà ripartito tra i due vincitori. Un premio cofinanziato anche con i proventi della vendita del libro del giornalista Rai Umberto Braccili “Macerie dentro e fuori”. A stringere la mano ai due vincitori, ieri, il commissario straordinario per le emergenze 2016/2017 Vasco Errani, presente alla cerimonia, tra gli altri, insieme al presidente della Regione Luciano D’Alfonso, alla rettrice dell’Ateneo Paola Inverardi, al rettore del Gssi Eugenio Coccia e al sindaco Massimo Cialente.

Gli studenti di Amatrice, L’Aquila, Teramo e Camerino sono intervenuti sulle urgenti tematiche della rinascita dopo i devastanti terremoti nel Centro Italia, esponendo al commissario le loro idee sulla messa in sicurezza del territorio e la gestione delle emergenze. Errani ha apprezzato gli interventi. «I giovani sono l’antitesi della chiusura mentale che spesso blocca l’innovazione nel nostro Paese, per questo è fondamentale un loro coinvolgimento nella vita delle comunità», ha detto Errani, per il quale «c’è bisogno di fare di più sul fronte della cultura e delle scienze, il comparto costruttivo italiano è ancora arretrato sul fronte delle tecnologie. Occorre fare un salto di qualità», ha esortato il commissario. «Per esempio, nell’esperienza che ho fatto in Emilia, mi sono reso conto di un certo livello di arretratezza nelle nostre tecnologie ricostruttive rispetto alle nuove tecnologie che sono in grado di rispondere anche a problemi complessi come quelli posti dagli studenti, ma per fare questo occorre una cultura nuova».

Errani ha ricordato che l’Italia sta vivendo «la più grande emergenza degli ultimi cento anni». (m.g.)

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