Sigarette al mercato nero: evasi al Fisco 3,5 milioni

Le accuse per gli indagati. Nel laboratorio clandestino operavano tecnici siriani Supera le dieci tonnellate il quantitativo di tabacco consumato illegalmente
AVEZZANO. Un’evasione fiscale che si aggira sui 3,5 milioni di euro, oltre 10 tonnellate di tabacco per il mercato nero e un valore al dettaglio di 3 milioni di euro di merce prodotta dall’organizzazione. Sono questi i numeri dell’operazione eseguita nella Marsica dalla Guardia di finanza di Rieti, con il supporto dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Nei confronti dei presunti componenti dell’associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di sigarette artigianali, di carattere transnazionale, sono state emesse dodici misure cautelari dal gip del tribunale di Avezzano. Il provvedimento riguarda Antonello Celestini, 58 anni, di San Giustino (Perugia) e Bachour Saadeh, 61 anni siriano, in carcere, Emidio Baldini, 63 anni, di Celano, e Diego Mazzia, 33 anni, di Acerra (Napoli) ai domiciliari. Gli altri sono stati sottoposti all’obbligo di firma: Santina Tomassini, 48 anni, di Celano, moglie di Baldini, Leonardo Citti, 58 anni, di Perugia, Daniele Faricelli, 60 anni, di Avezzano, Fabio Rossi, 55 anni, di San Giustino (Perugia), Stefania Selva, 60 anni, di Avezzano, Cesidio Del Roscio, 52 anni, di Trasacco, Issam Gnanem, 50 anni e Ousai Hanna, 31 anni, entrambi siriani. L’operazione si è svolta con il supporto dei comandi di Napoli e Perugia, nonché del Servizio centrale Ico di Roma.
L’ OPERAZIONE. Tutto è partito da un’attività investigativa avviata dalla Finanza di Rieti, dalla quale era emersa l’esistenza, nel Reatino, di un canale di rifornimento di sigarette artigianali di contrabbando alimentato da soggetti residenti nella Marsica, area di confine. I successivi accertamenti, coordinati dal sostituto procuratore Maurizio Maria Cerrato, hanno consentito di individuare «un’articolata associazione a delinquere, insediata ad Avezzano, ma capeggiata da soggetti e società, delle province di Perugia e Avellino».
SHISHA. Le indagini si sono avvalse del supporto tecnico del “Servizio centrale di investigazione sulla criminalità (Scico) che ha consentito di individuare ad Avezzano la fabbrica clandestina di melassa di tabacco per narghilè, la cosiddetta “shisha”, impiegata per produrre decine di tonnellate l’anno di prodotto destinato al mercato nazionale ed estero. Nell’opificio clandestino, allestito con costosi macchinari e dotato di sofisticati sistemi di videosorveglianza, operavano tecnici di origine mediorientale, detentori di un vero e proprio segreto di fabbricazione.
IL BLITZ. L’irruzione nel laboratorio ha permesso di sequestrare circa 3.440 chilogrammi di melassa di tabacco per narghilè, per un valore al dettaglio di oltre 3 milioni di euro, altri 400 chili di tabacco trinciato e di migliaia di sigarette già confezionate, nonché macchinari del valore di circa 500 mila euro e 1.500 chili di prodotti chimici, come glicerina vegetale e sciroppi dolcificanti. L’accisa evasa è pari a circa 3,5 milioni di euro, mentre supera le 10 tonnellate il tabacco consumato “in frode”. I finanzieri e i funzionari dell’Agenzia delle Dogane hanno sequestrato ulteriori 3.600 chili di tabacco lavorato e non sottoposto ad accisa, rinvenuti in una delle aziende coinvolte nell’indagine.
GLI INTERROGATORI. Le difese intanto si preparano agli interrogatori di garanzia che dovrebbero iniziare la prossima settimana. «Sono in attesa di poter visionare l’enorme mole di atti d’indagine», dice Carmelo Occhiuto, difensore di Baldini e della moglie Tomassini, «i miei assistiti sono sereni e hanno piena fiducia negli inquirenti». Gli altri difensori sono Mario Del Pretaro, Mario Flammini ed Emilio Mattei.
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