Sigilli a casa d’appuntamento per trans

Piazza d’Armi, denunciata la titolare. Il trucco: feltrini alle scarpe dei clienti per non fare rumore nel condominio
L’AQUILA. La polizia ha individuato e chiuso una casa d’appuntamenti a piazza d’Armi dove si prostituivano ragazze sudamericane ma soprattutto transessuali. Un’attività redditizia avviata da anni per la proprietaria della casa visto che incassava per l’affitto diverse centinaia di euro. La donna, B.A., di 63 anni, aquilana, è stata denunciata per violazione della legge Merlin che nel 1958 abolì le case di tolleranza.
L’INDAGINE. Le indagini, coordinate dal capo della Mobile, Maurilio Grasso, sono iniziate nel 2015. Sono stati effettuati appostamenti, raccolte testimonianze di clienti, cittadini e prostitute, acquisizione di immagini e annunci su siti internet del settore tramite i quali l’attività veniva reclamizzata. Si è potuto accertare che l'attività è stata svolta dal 2014 a oggi in modo continuato e che in questo lasso di tempo, ma anche negli otto anni precedenti, la proprietaria, era solita cedere in locazione sistematicamente, anche in maniera irregolare, per brevi periodi (a giornate o settimanalmente), l'appartamento di sua proprietà che è stato sequestrato dal gip Guendalina Buccella su richiesta del pm Roberta D’Avolio.
I PROFITTI. La donna pretendeva dagli affittuari, a titolo di canone, somme in contanti variabili da 250 euro a settimana a 720 euro mensili (tutto compreso: luce, acqua, gas), senza sottoscrizione di alcun contratto o, talvolta, tramite contratto con un canone assai inferiore rispetto a quello percepito. I possessori “pro tempore” dell'immobile esercitavano dopo aver adescato i clienti con annunci su siti internet. Le prestazioni sessuali andavano da 50 euro in su.
STRATAGEMMI. Il traffico di clienti aveva provocato l’ira dei condòmini, perciò la proprietaria sollecitava le sue inquiline ad adottare ogni cautela per evitare rumori: era stato applicato del nastro adesivo sull'interruttore del campanello di ingresso, veniva limitato l'uso dell'ascensore in orario notturno e in alcuni casi, qualche lucciola intratteneva rapporti sessuali in piedi applicando feltrini adesivi sotto le scarpe dei clienti. L'attività di prostituzione è continuata sino a ieri quando è stata interrotta dal blitz della polizia, che all'interno ha trovato 2 trans brasiliani, risultati irregolari, che saranno espulsi.
LE STORIE. Negli atti dell'indagine si leggono anche le storie di vita di ragazze e trans colombiani, venezuelani, brasiliani, provenienti tutti dalla Spagna, che attraverso il passaparola di alcuni connazionali, sono arrivati in città spinti dalle difficoltà economiche e dalla prospettiva di guadagnare danaro prostituendosi in Italia, per brevi periodi, in modo da guadagnare soldi e rientrare nella penisola iberica.
Finiti i soldi, però, essi tornavano dall'indagata per riaffittare la casa e riprendere l'attività.
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