Sigilli alla centrale a biomasse Mostacci: molte segnalazioni
COLLARMELE. Il sequestro a Collarmele dell’impianto a biometano arriva dopo anni di proteste messe in atto dai cittadini, ma anche dopo una serie di provvedimenti del Comune. «Già da tempo», spiega...
COLLARMELE. Il sequestro a Collarmele dell’impianto a biometano arriva dopo anni di proteste messe in atto dai cittadini, ma anche dopo una serie di provvedimenti del Comune. «Già da tempo», spiega il sindaco Tonino Mostacci, «c’erano stati segnalati problemi dell’azienda con i fornitori. Avevamo ricevuto anche segnalazioni dei cittadini su possibili sversamenti sui terreni e abbiamo fatto delle segnalazioni ai forestali, oltre a fare delle ordinanze restrittive per quanto riguarda la merce in ingresso e per prodotti che presumibilmente spandevano sul terreno. Anche un mese fa», aggiunge il sindaco, «avevamo fatto una nota alla Procura di Avezzano, segnalando degli ingressi di mezzi pur essendo la centrale ferma».
«Va dato merito ad agronomi e cittadini che con il tempo hanno fatto segnalazioni», ha spiegato Giuseppina Ranalli del Comitato civico, ingegnere chimico che ha portato avanti la battaglia per anni, «speriamo non siano stati fatti danni irrimediabili, comunque meglio tardi che mai».
I carabinieri forestali della stazione di Celano hanno eseguito un decreto emesso dal gip del tribunale di Avezzano, Daria Lombardi. È stato portato a termine il sequestro preventivo dello stabilimento Think Eco Agri srl, in località “La Forma” di Collarmele, per attività di gestione di rifiuti non autorizzata. Quattro le persone finite sotto inchiesta: una madre con i suoi due figli e un autotrasportatore marsicano. (p.g.)

