Silveri: un candidato unico oppure andiamo da soli

7 Marzo 2017

Centrodestra, parla l’aspirante sindaco del movimento Riscatto popolare «Le priorità sono il lavoro che manca, l’università da rilanciare e il centro storico»

L’AQUILA. Lontano anni luce dalla politica del centrosinistra. Il suo movimento civico, “Riscatto popolare”, ruota nell’orbita della destra, pur identificandosi come uno schieramento distante dai partiti, nell’accezione più classica. Giancarlo Silveri, ex manager della Asl dell’Aquila ed ex dirigente Carispaq, è pronto a scendere in campo. La sua candidatura verrà ufficializzata entro la settimana, a chiusura di una serie di consultazioni con gli schieramenti del centrodestra e di alcune liste civiche.

La sua è una candidatura ufficiale?

«Non ancora. Non ho avanzato proposte in ordine alla mia candidatura a sindaco perché voglio che l’ipotesi possa emergere da una convergenza su programmi, regole e metodi che, in caso di vittoria, garantiscano la governabilità e delineino uno scostamento profondo rispetto al disastro operato dall’amministrazione uscente».

Quando scioglierà il nodo?

«A fine settimana, a margine di una serie di incontri programmati con l’area di centrodestra e con le liste civiche. Ho convocato la mia associazione “Riscatto popolare”, cui ha aderito un’ottantina di persone, per assumere la decisione finale».

Perché una lista civica?

«Credo che le dinamiche dei partiti non siano compatibili con la necessità che si ha all’Aquila di fare presto e bene. Un’aggregazione di stampo civico-politico risponde meglio alla libertà di espressione e alle aspettative dell’elettorato. Tra la gente c’è grande disaffezione rispetto ai partiti: le liste civiche sono più pronte a privilegiare le esigenze generali rispetto a quelle degli schieramenti partitici».

È favorevole alle primarie nel centrodestra?

«Non è un sistema che mi piace, ma se diventasse l’unico metodo per individuare il candidato sindaco, sarei disposto ad aderire».

Darebbe il suo appoggio a qualche candidato del centrodestra?

«Credo che bisogna stabilire un metodo che porti all’individuzione di un candidato forte, che raccolga il consenso di tutti. Se non si dovesse raggiungere l’accordo andremo per contro nostro. L’associazione “Riscatto popolare” spinge molto per andare da sola, in nome del senso di aggregazione civico che la caratterizza».

Quali le priorità della città?

«L’Aquila necessita di avere risposte sui grandi temi del futuro: il lavoro che manca, nuovi investimenti sul territorio, il supporto concreto alle piccole e medie imprese industriali, artigianali, commerciali e agricole, la sicurezza sociale, delle scuole e dei luoghi pubblici. Va trovato il sistema di dare maggiore sicurezza agli aquilani poiché il territorio vive ancora l’emergenza. Altri punti cardine sono la valorizzazione dell’Università, che sta perdendo terreno, il centro storico come fulcro della vita sociale ed economica della città, la crescita turistica del Gran Sasso, che è stato vincolato a scelte sbagliate».

La sua è una compagine civica. Prevede una sinergia con le liste civiche “Appello per L’Aquila” e “L’Aquila che vogliamo”?

«Noi abbiamo lanciato un preciso appello, a tutti coloro che si sentono lontani dal Pd e dal centrosinistra. Nessuno di Appello per L’Aquila e L’Aquila che vogliamo si è fatto sentire. Credo sia il segno evidente che non c’è un interesse a collaborare e a lavorare nella stessa direzione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA