«Simbolo delle opere mai finite»

L’opposizione incalza la giunta su ritardi, criticità e scarsa chiarezza sul Rup
L’AQUILA. «Una delle vicende più emblematiche di tutte le promesse fatte e non mantenute dalla giunta del sindaco Pierluigi Biondi»: così Lorenzo Rotellini, consigliere comunale della lista civica L’Aquila coraggiosa, definisce la mancata ricostruzione del ponte Belvedere. «Nell’infinita campagna elettorale di questi anni abbiamo ascoltato una serie incessante di annunci di opere mai portate a termine: basti pensare alla ricostruzione delle scuole. Tra tutti questi annunci», sottolinea Rotellini, «quelli sul ponte sono stati quelli più appariscenti».
Per Paolo Romano del gruppo L’Aquila nuova, che a più riprese ha incalzato l’amministrazione sul ponte, «una cosa deve essere chiara: la ricostruzione del Belvedere è necessaria. Nessuno tifa perché questo progetto fallisca, ma anzi tutte le nostre energie sono rivolte a evitare che la catena di errori fatti finora si allunghi insieme ai tempi di realizzazione. Purtroppo temo che le spese possano subire un pesante aggravio. È incredibile come ancora ci sia mistero sulla figura del Rup dopo le dimissioni dell’ingegner Mario Di Gregorio, così come ancora continuano a rimanere sospesi i tanti quesiti posti al dirigente in sede di Vigilanza e controllo. Basti pensare», incalza Romano, «che sulla questione del rup fantasma il dirigente ha preferito scrivere un quesito ad Anac, il cui parere su altre questioni è stato ignorato, piuttosto che costringere il segretario generale, autorità di anticorruzione dell’ente, a esprimersi. Una situazione paradossale se pensiamo che il ponte Belvedere sarà l’unica vera opera pubblica che questa amministrazione potrà realizzare».
«Spocchiosamente in ogni circostanza si dicono cose diverse su tempi e procedure», aggiunge Stefania Pezzopane del Partito democratico, «ma il ponte non c’è perché non c’è trasparenza di tempi e certezza di procedure per la sua ricostruzione. Va abbandonata la “annuncite acuta” davvero imbarazzante. Ci sono evidenti responsabilità di sindaco e vicesindaco sui ritardi: l’eventuale sostituzione del Rup che non risulta più dipendente comunale è uno dei motivi dell’eccessiva dilatazione dei tempi. Inoltre il vicesindaco più volte ha detto che il progetto esecutivo di ricostruzione si sarebbe redatto durante le fasi di demolizione del ponte. Ma proprio in commissione di garanzia si è appreso che i lavori del ponte dovrebbero concludersi, salvo ulteriori imprevisti, entro l’estate del 2023, con ben un anno di ritardo dai tempi più volte annunciati. Ma purtroppo», conclude l’esponente del Pd, «temo che nemmeno questa data sarà rispettata». (a.r.)

