Simone Cimetta «Pochi servizi»

5 Gennaio 2017

L’AQUILA. Alta qualità degli studi, ma pochi servizi. Simone Cimetta, 24 anni di Navelli, dopo aver conseguito la laurea triennale in Ingegneria edile nell’Ateneo dell’Aquila ha deciso di continuare...

L’AQUILA. Alta qualità degli studi, ma pochi servizi. Simone Cimetta, 24 anni di Navelli, dopo aver conseguito la laurea triennale in Ingegneria edile nell’Ateneo dell’Aquila ha deciso di continuare il percorso magistrale al Politecnico di Torino.

Perché è andato via dal capoluogo abruzzese?

«In primo luogo per l'ambiente universitario, che dopo il terremoto si è molto sfilacciato. Pochi studenti frequentavano i corsi della magistrale e molte aule erano vuote. In secondo luogo volevo fare un’esperienza lontano dalla realtà che vivevo tutti giorni, L’Aquila cominciava a starmi stretta e comunque volevo conseguire un titolo prestigioso e spendibile a livello lavorativo».

Quando è arrivato a Torino ha mai pensato che la tua preparazione potesse essere inferiore a uno studente che aveva già frequentato il Politecnico?

«Mai. Anzi, a volte, ho riscontrato di avere più conoscenze dei miei compagni. La facoltà aquilana mi ha dato davvero molto a livello didattico. Certo, al Politecnico è possibile fare molte attività extrascolastiche, stage, tirocini ed esperienze pratiche durante le lezioni che non avevo mai fatto prima».

E a livello di servizi, che differenze ha trovato?

«Moltissime. Torino è una città a misura di studente: le segreterie sono molto più efficienti, i trasporti numerosissimi, ci sono biblioteche in ogni parte della città aperte anche di notte. Tutto è studiato per venire incontro agli studenti. All’Aquila, invece, ho avuto molte difficoltà in tal senso: file chilometriche, pochi trasporti, pochi vantaggi per gli studenti universitari. Questo non significa, però, che L’Aquila, come qualcuno ha detto, sia una città morta».(m.c.)

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