Sindaca dona la sua dose di vaccino alla madre di una bambina malata

Il gesto della Di Nino: «Ho chiesto alla direzione Asl di dare la priorità a una donna che ne ha più bisogno Questo sistema va cambiato, mi auguro che quanto accaduto possa aprire una riflessione in Abruzzo»
PRATOLA PELIGNA. Cede il suo vaccino anti-Covid a una mamma che assiste la figlia malata di appena 10 anni. Protagonista del gesto la sindaca di Pratola Peligna, Antonella Di Nino.
La massima rappresentante dell’amministrazione comunale aveva già in agenda un appuntamento con la Asl per la somministrazione del siero ma quando ha saputo che c’era una donna del suo paese che ne aveva urgenza ha deciso di fare un passo indietro e di lasciarle la prenotazione.
«In questo momento lei ne ha bisogno più di altri», sottolinea Di Nino, «e siccome la piattaforma non è aperta ancora a tutti ho deciso che era giusto fare questo gesto, fermo restando che solleciteremo anche a livello regionale le istituzioni competenti e l’azienda sanitaria per fare in modo che questi casi vengano presi in esame il prima possibile. Persone che vivono in situazioni del genere non possono essere tenute fuori dalla campagna di vaccinazione».
Il sindaco Di Nino, come quelli del resto della regione, erano stati invitati a metà febbraio a presentare i nominativi di tutte le persone che fanno parte delle unità di crisi dei Comuni che comprendono di norma gli stessi primi cittadini.
Lei, come gli altri colleghi abruzzesi, aveva inviato l’elenco e dopo qualche giorno tecnici, volontari e membri della Protezione civile erano stati inseriti tutti nella piattaforma in attesa di potersi sottoporre al vaccino.
Venuta a conoscenza della situazione della donna ha inviato una richiesta alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila spiegando la vicenda e chiedendo di iniettare la dose alla donna piuttosto che a lei.
«Queste categorie vanno prese in considerazione subito», conclude il sindaco Di Nino, «dovrebbero avere una priorità assoluta perché già combattono con altre patologie ogni giorno. Questa mamma deve accudire la figlia e ho ritenuto che era giusto farla vaccinare perché ne ha necessità. Mi auguro che quanto accaduto possa aprire una riflessione immediata e possa spingere all’apertura della piattaforma a tutte quelle persone che ne hanno bisogno. Sono convinta che ce ne sono moltissime in tutta la nostra regione».
Nella domanda inoltrata all’azienda sanitaria locale la Di Nino ha raccontato la storia di questa donna che ogni giorno si occupa della sua bambina e della «estrema urgenza» che la stessa ha di essere vaccinata. Ha poi chiesto di sostituire il suo nome con quello della mamma fornendo tutti i riferimenti affinché i responsabili dell’Asl potessero effettuare il cambio di nominativo e permettere a questa donna di vaccinarsi contro il coronavirus in modo da preservare se stessa e la sua bambina da possibili contagi.
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