Sindacati e Pd in campo: «Evitare i licenziamenti»

Sollecitato l’intervento di Regione e Comune per salvaguardare l’occupazione Paolucci e Pietrucci: l’assessore Verì riapra il confronto a tutela dei lavoratori
CELANO. Sono undici i licenziamenti annunciati dalla proprietà della casa di cura L’Immacolata di Celano. A lanciare l’allarme, dopo il fallimento della procedura di raffreddamento in prefettura, sono i sindacati che davanti a tale eventualità sono pronti a iniziative più incisive. Ora interviene anche il Pd. Nelle scorse settimane avevano indetto lo stato di agitazione di tutto il personale della clinica, a seguito del mancato accordo con la proprietà (l’associazione Opera Santa Maria della Pace), al tavolo in prefettura convocato lo scorso 4 maggio. L’Opera Santa Maria della Pace aveva, infatti, manifestato la volontà di ridurre i contratti di lavoro a tempo pieno e negli ultimi giorni ha attivato una procedura di licenziamento collettivo per 11 unità lavorative: 2 manutentori, 2 fisioterapisti, 4 dipendenti del Cup e 3 amministrativi.
«Ci attiveremo», hanno affermato Florindo De Angelis della Uil, Marco De Luca dell’Ugl, Anthony Pasqualone della Cgil e Marcello Ferretti della Cisl, «per continuare a garantire tutti i posti di lavoro e i servizi erogati dalla casa di cura. Ciò perché non possiamo permetterci di perdere risorse, servizi e tanto meno posti di lavoro in un territorio già martoriato e che da anni sta pagando lo scotto di una gestione poco attenta da parte delle forze politiche. Chiediamo un immediato intervento della Regione e del Comune in questa vertenza che stiamo portando avanti da lungo tempo. La clinica», hanno sottolineato i sindacalisti, «da anni garantisce l’eccellenza nelle prestazioni sanitarie e assistenziali non solo a livello locale, ma anche oltre i confini regionali». A chiedere di interrompere la procedura di licenziamento collettivo e la riapertura del confronto a Regione, Comune e azienda è anche il Partito democratico che ieri mattina ha incontrato i sindacati. «Insieme al capogruppo in consiglio regionale Silvio Paolucci e al consigliere Pierpaolo Pietrucci», ha detto il segretario cittadino del partito Ermanno Natalini, «abbiamo incontrato le organizzazioni sindacali per chiarire ogni aspetto di questa grave vicenda che rischia di avere delle ricadute negative anche sul piano dell’erogazione dei servizi sanitari». Dall’incontro è emersa la necessità di richiedere la riapertura di un confronto impegnando l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì ad aprire un tavolo politico e sindacale e l’azienda a ritirare la procedura di licenziamento collettivo e ad individuare un percorso ordinato di rilancio della clinica. Il potere della Regione sulla questione», hanno evidenziato i due esponenti regionali del Pd, «è totale e per questo motivo non bisogna perdere ulteriore tempo: vanno attivati tutti gli strumenti messi in campo sia dalla legislazione nazionale che da quella regionale». (p.g.)

