Sindaci ed esperti d’accordo: «Puntiamo sulla prevenzione»

SULMONA. I sindaci sono tutti d’accordo sulla necessità di attuare misure di prevenzione e messa in sicurezza delle zone pedemontane. Terminata l’emergenza incendi sul monte Morrone, ora la parola d’o...
SULMONA. I sindaci sono tutti d’accordo sulla necessità di attuare misure di prevenzione e messa in sicurezza delle zone pedemontane. Terminata l’emergenza incendi sul monte Morrone, ora la parola d’ordine è prevenzione.
Ne hanno parlato ieri nella sede sulmonese del Com (Centro operativo misto) i sindaci Annamaria Casini, Guido Angelilli, Antonella Di Nino e Marianna Scoccia, rispettivamente primi cittadini di Sulmona, Pacentro, Pratola e Prezza. Alla riunione hanno partecipato i professionisti dell’Università Chieti Pescara, gli esperti del Parco Majella, del dipartimento regionale, i Geologi e gli specialisti di studi sulle valanghe.
«Abbiamo accolto la loro disponibilità per costituire un gruppo tecnico di lavoro, al fine di valutare il tipo di impegno e le risorse necessarie da mettere in campo, cominciando subito con un monitoraggio aereo», spiega il sindaco Casini. «Chiederemo anche il coinvolgimento dei carabinieri-forestali. Tutto necessita di tempi strettissimi di attuazione. Vogliamo mantenere i riflettori accesi e dare gambe alle iniziative per mettere in sicurezza la zona». L’imperativo categorico ora, mentre in due punti il Morrone continua a bruciare, è quello di intervenire per la messa in sicurezza delle aree pedemontane nell’immediato post-emergenza. È d’accordo il sindaco di Pratola, Di Nino, impegnata in prima persona nelle operazioni di spegnimento (come la sua collega di Prezza). «Nella speranza che non serva, si sta realizzando un’altra linea tagliafuoco riaprendo un percorso esistente che conduce alla zona tre valloni», dice Di Nino. «La prevenzione dovrà diventare azione ordinaria». (f.p.)
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