Sindaco a processo, caso politico L’opposizione: il Comune si tuteli

Di Felice, Bussi e Silvestri: «Deve essere approvata una mozione per la costituzione di parte civile» La prima udienza il 6 aprile prossimo. Si chiede la convocazione di un consiglio comunale urgente
CAPISTRELLO. Chiedono che il Comune di Capistrello si costituisca parte civile nel processo che vede imputato il sindaco Francesco Ciciotti, l’ex consigliere comunale, Corrado Di Giacomo, l’architetto Francesca Stati, il geometra Mattia Coviello e la giornalista Annalisa De Meis. Mentre con rito abbreviato è stato già condannato (8 mesi) l’imprenditore 56enne Concezio Fantozzi.
Ad avanzare la richiesta sono tre consiglieri di minoranza, Chiara Di Felice, Dina Bussi e Vittorio Silvestri.
«Tutti sono innocenti fino al terzo grado di giudizio», premettono i tre, «strumentalizzare le vicende giudiziarie è un modo di fare politica che non ci appartiene. Ma si può strumentalizzare una vicenda giudiziaria anche facendo finta che non esista, come qualcuno prova a fare. Purtroppo il nostro Comune è vittima di una situazione molto grave che, dopo gli arresti del 2018, lo scorso 9 gennaio ha visto rinviati a giudizio il sindaco Ciciotti e altre quattro persone a vario titolo coinvolte. Dal punto di vista istituzionale, la posizione più delicata, e la sola che a noi interessa, è quella del sindaco, imputato per corruzione, concussione, turbativa d’asta: accuse molto gravi, reati pesanti che gettano un’ombra sulla normale vita amministrativa dell’Ente».
L’inchiesta riguarda presunte «gravi irregolarità» nell’affidamento di incarichi e servizi pubblici, in quanto, secondo l’accusa, «venivano sistematicamente violate le norme di trasparenza e imparzialità per soddisfare interessi privati, con il risultato di realizzare un vero e proprio mercimonio della funzione pubblica».
«Il Comune, di fronte a tutto questo, va tutelato e gli amministratori in carica non possono esimersi dal mettere in atto tutte le azioni a tutela dell’Ente che amministrano per conto dei cittadini», continuano Di Felice, Bussi e Silvesti, «se non rispondessero a questo dovere incorrerebbero in comportamenti contrari alle proprie responsabilità. Per questa ragione abbiamo chiesto la convocazione urgente del consiglio comunale che deve poter discutere della situazione nella quale ci troviamo approvando una mozione per la costituzione di parte civile dell’Ente nel processo che inizierà il prossimo 6 aprile. La costituzione di parte civile serve a stare in giudizio, partecipare al procedimento e lavorare per la migliore tutela del Comune. Se la giunta decidesse di non farlo priverebbe l’Ente di una prerogativa irrinunciabile, non consentirebbe di tutelare le posizioni della comunità locale, parte lesa di questo procedimento. Se poi si volesse evitare la costituzione di parte civile solo per provare ad avvantaggiare la posizione in cui si trova Ciciotti allora ci troveremo di fronte a una situazione più grave del previsto, difficile da giustificare davanti all’autorità giudiziaria, e ad un modo di agire con due pesi e due misure visto che contro altri, in passato, ci si è costituiti tempestivamente in giudizio. Auspichiamo che la mozione sia approvata da tutti i consiglieri con unità di intenti e unanimità di voti, escluso il solo voto del sindaco che per ovvie ragioni di legge non potrà partecipare alla seduta e al voto in aula».
Per il processo, tre persone si sono già costituite parte civile. Si tratta di Romeo Di Felice, Dario Bucci e Marco Lusi. (r.rs.)
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