Sindaco e Piccone cercano un’intesa

15 Novembre 2016

Di Pangrazio all’imprenditore Ermanno: «Incontriamoci Quei 4 km possono diventare il gioiello culturale della città»

AVEZZANO. Tutti d’accordo su un punto: l’area di risulta della ferrovia dell’ex zuccherificio, quattro chilometri di binari e traversine che tagliano in due la città di Avezzano, deve trasformarsi in un bene pubblico. Le divisioni riguardano l’aspetto economico: la società Rivalutazioni Trara dell’imprenditore celanese Ermanno Piccone valuta il costo complessivo dei terreni 2 milioni e 800mila euro, tenendo conto dei valori di mercato nella città di Avezzano e del fatto che parte dei binari attraversa zone densamente abitate; il Comune sarebbe disposto a sborsare non più di 300mila euro.

La questione sollevata quasi un anno fa è riemersa dopo mesi di silenzio.

Il sindaco Gianni Di Pangrazio si dice pronto a rompere gli indugi e a trovare un’intesa sull’ex ferrovia.

«Siamo pronti per trovare la soluzione adeguata per l’ex ferrovia», dichiara il sindaco di Avezzano, «l’attenzione da parte dell’amministrazione è massima, tanto che in questo periodo abbiamo avuto una fase d’ascolto con alcune delle associazioni attive in città, per capire quale potrebbe essere la destinazione migliore per quella striscia di terra che ha tutte le caratteristiche per diventare un gioiello culturale, a disposizione dei cittadini e a servizio del turismo locale. A questo punto, è necessario e prioritario un accordo, da raggiungere, in tempi brevi, con la proprietà, che ho intenzione di incontrare nei prossimi giorni, per arrivare a un giusto compromesso tra i fondi che riusciremo a reperire e le legittime esigenze della società. La nostra idea è quella di trasformare il percorso in un salotto della città, soprattutto nel tratto adiacente al centro di Avezzano, promuovendo degli interventi che favoriscano la mobilità sostenibile, a basso impatto ambientale e che, al contempo, donino ad Avezzano una preziosa occasione di sviluppo culturale, cucito su misura delle risorse identificative del territorio».

I riflettori sul futuro dell’ex ferrovia sono stati accesi lo scorso giugno dall’avvocato Umberto Irti, presidente dell’Archeoclub Marsica. Ma già a dicembre, a detta dell’imprenditore Ermanno Piccone, al Comune è stata presentata una proposta di acquisto e l’amministrazione ha tergiversato. Così Piccone ha deciso di inviare 112 lettere a tutti i confinanti dell’ex tracciato (i lotti sono molti di più, dalla stazione ferroviaria alla zona industriale) per proporre l’acquisto. L’Archeoclub ha lanciato l’allarme perché l’area di risulta della ferrovia – opera nata più di un secolo fa con lo zuccherificio – rischierebbe di essere spezzettata. Prima del Natale 2015, Piccone ha incontrato il sindaco Di Pangrazio per prospettargli l’intenzione di vendere la ferrovia. Un secondo incontro c’è stato a primavera tra Piccone, l’avvocato della società Rivalutazione Trara, Flavio De Luca, il sindaco Gianni Di Pangrazio e l’ingegnere comunale Francesco Di Stefano. In base a due perizie fatte fare dalla Rivalutazione Trara – una dallo studio del geometra Ranalletta e l’altra dalla società Sangritana – il costo complessivo dei terreni si attesterebbe sui due milioni e 800 mila euro. Per il Comune la cifra è troppo elevata. In quest’ultimo anno, 48 proprietari di terreni confinanti con i vecchi binari hanno risposto dichiarandosi pronti ad avviare una trattativa.

«Sono pronto a incontrare il sindaco Di Pangrazio, quando vuole», risponde l’imprenditore Piccone, «un anno fa ho voluto proporre l’acquisto al Comune perché sono il primo a capire che un’opera del genere arricchirebbe Avezzano».

Piccone ha proposto all’amministrazione di avanzare un’opzione di acquisto in attesa di ottenere eventuali finanziamenti per un progetto di rivalutazione dell’area e si era detto disponibile ad accollarsi le spese per lo smaltimento di binari e traversine (si potrebbero recuperare 50mila quintali di ferro).

Nel frattempo, viste le problematiche dell’area, abbandonata da mesi, la società Rivalutazioni Trara ha disposto la chiusura di alcuni accessi all’ex ferrovia, in particolare nel centro abitato. «Sui binari stanno nascendo discariche a cielo aperto», fa notare Piccone.

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