Sindaco rimuove le “mani che affogano”

11 Marzo 2019

Celano, Santilli: «Chi le ha messe non era autorizzato e respingiamo lezioni di integrazione»

CELANO. Mani che affogano rivolte al cielo. L’installazione dell’ormai famoso simbolo per l’accoglienza, apparso in molte città italiane, è comparsa ieri a piazza IV Novembre, dove qualcuno ha posizionato queste mani intorno alla fontana. “Opera” rimossa dal sindaco di Celano Settimio Santilli, subito arrivato sul posto dopo essere stato avvertito, in quanto l’autore non aveva le autorizzazioni per farlo.
Oltre alle mani – un’installazione di street art – è stato apposto un cartello centrale nel quale si è manifestata la contrarietà alla politica sui migranti adottata dal ministro Matteo Salvini. Questo il messaggio: «Ministro, sentiti libero di esprimere qui, con i tuoi elettori, idee disumane di società. Qui tra queste mani che affondano, silenti come coloro che in mare hanno la testa nell’acqua. Coraggioso è chi mette in gioco la propria vita, non chi gioca con quella degli altri. Per quanto voi vi crediate assolti siete lo stesso coinvolti! Celano non si lega».
«Ho provveduto a rimuovere personalmente quanto non autorizzato secondo la normativa», ha spiegato il sindaco Santilli. «Celano è città di integrazione e di rispetto delle istituzioni al di là di tutto, nella nostra comunità da anni ci sono tanti kosovari e non solo, gente perbene che si è integrata nella società celanese che, come tale, viene rispettata. La nostra città», prosegue il primo cittadino, «non ha bisogno di lezioni di integrazione e allo stesso tempo non è legata a nessuno, ha una sua identità civile, morale e storica a prescindere dalle appartenenze politiche che covano sotto la cenere focolai di insofferenza sottovalutati, pericolosi, misti all’odio per gli ideali e per gli strumenti adottati dalla rappresentanza politica avversa», ha concluso il primo cittadino.
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