Sinfonica, scontro sul finanziamento in commissione

L’AQUILA. Ancora una fumata nera per il progetto di legge regionale sul finanziamento dell’istituzione Sinfonica Abruzzese che senza i fondi della Regione rischia di dover cessare l’attività. Ieri...
L’AQUILA. Ancora una fumata nera per il progetto di legge regionale sul finanziamento dell’istituzione Sinfonica Abruzzese che senza i fondi della Regione rischia di dover cessare l’attività. Ieri mattina come ha subito reso noto Domenico Pettinari del M5S e vicepresidente della V commissione che doveva discutere il progetto di legge prima del passaggio in aula «i lavori della commissione sono stati rinviati per mancanza del numero legale. Su richiesta di verifica del numero legale, ho potuto accertare», ha detto Pettinari, «per ben due volte, l’assenza dalla Commissione della maggior parte dei componenti della maggioranza. A causa di questa assenza, l’ordine del giorno, in discussione nella seduta, cioè il progetto di legge sul finanziamento dell’Istituzione Sinfonica abruzzese dovrà quindi essere rinviato al rientro dalla pausa estiva. La maggioranza, quindi, inizia a scricchiolare».
Dunque se la commissione è saltata la colpa è stata della maggioranza di centrosinistra e la conferma è arrivata da Pierpaolo Pietrucci consigliere regionale (aquilano) del Pd che spiega così quanto avvenuto: « A quanto pare», dice Pietrucci, «il problema nella maggioranza della seduta di Commissione e in Consiglio Regionale si chiama Festival Buskers di Scerne di Pineto, posto da un collega consigliere di maggioranza. O meglio il tentativo di eguagliare il Festival di Pineto, operazione senz’altro di pregio, e certamente meritevole di sostegno che tuttavia presenta alcune sue specificità rispetto alle problematiche e alle attività dell’unica orchestra Sinfonica Regionale e una delle 13 in Italia – esistente dal 1974, con un apparato organico, di programma e di struttura – vale a dire l’Istituzione Sinfonica Abruzzese».
«Sono dispiaciutissimo dal fatto che, nonostante tutti gli sforzi profusi, e soprattutto nonostante la storia, il lustro e i dati alla mano, si facciano ancora operazioni di misero campanile. Abbiamo tutti capito ed evidenziato che il settore culturale regionale ha necessità di programmazione e di organicità. Ma non arriveremo da nessuna parte se ci chiudiamo nell’ostinato arroccamento dei confini amministrativi, guardano con livore a quanto succede nei giardini altrui, senza comprenderne priorità, complessità e senza fare differenziazioni».
«Sono impegnato da sempre a dare copertura progettuale e amministrativa a tutto, nell’assoluta consapevolezza delle rilevanti differenze che i numerosi operatori culturali erogano sui territori, e l’ho dimostrato varie volte, sposando battaglie che non riguardano il mio collegio elettorale, ma lo sviluppo armonico di tutta la Regione Abruzzo e soprattutto la coesione sociale». «A quanto sembra, questa linea di pensiero non è così condivisa come le parole e i programmi dichiarati in campagna elettorale lasciavano intendere».
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