Sinfonica, sindaci divisi sulla proposta di Piccone

Biondi: sto con Filippo. Di Pangrazio: iniziativa spot. Ranalli: non ci sono soldi Pezzopane è d’accordo: l’Isa appartiene all’intera regione, sì all’aiuto dei Comuni
L’AQUILA. La proposta del senatore Filippo Piccone di chiedere ai Comuni della provincia di devolvere 3 euro per ogni abitante – così da raggiungere la cifra utile al salvataggio dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese – incontra dubbi, reticenze, schermaglie politiche, eppure trova un entusiasmo inaspettato nella collega di palazzo Madama, Stefania Pezzopane. Se all’indomani del sisma, l’allora presidente della Provincia era pronta a fare barricate contro l’attuale vicesindaco di Celano sentendosi offesa da quel celeberrimo “Pescara capitale d’Abruzzo”, pronunciato da Piccone in occasione di un incontro-dibattito promosso dal Pdl, ora giudica «fondamentale» il sostegno dell’amministrazione celanese, sempre tirando in ballo criteri di appartenenza territoriale.
«Sarebbe davvero importante», spiega Pezzopane, «se il Comune di Celano adottasse il provvedimento suggerito dall’onorevole Piccone, a testimonianza che l’Isa appartiene all’intera regione. Non è un caso», prosegue, «che il Ministero abbia assegnato un contributo di quasi 1 milione e mezzo proveniente dal fondo per lo spettacolo (Fus). Nessuna istituzione culturale in Abruzzo gode di un contributo statale tanto elevato». Un problema che resta politico.
«Sorprende che il centrodestra», valuta la senatrice, «invece di contribuire alla salvezza in consiglio regionale abbia scelto la strada omicida dell’ostruzionismo. Sono certa che il collega Piccone aiuterà a richiamare i suoi ad una maggiore responsabilità». Il punto, secondo la senatrice, è che «le istituzioni che appartengono al Fus dovrebbero poter contare su un’attenzione diversa, dal momento che il mancato finanziamento dei territori metterebbe a rischio anche il finanziamento ministeriale». Accoglienza piuttosto fredda, invece, della proposta di Piccone, da parte dei sindaci di Avezzano e Sulmona. «Si tratta di uno spot e basta», commenta Gianni Di Pangrazio. «I Comuni hanno già troppi problemi e non possono risolvere questioni sostituendosi alle istituzioni preposte, a partire da Regione e Ministero». Peppino Ranalli, il primo cittadino del capoluogo peligno, invece, ricorda che il momento storico per le piccole amministrazioni è delicato: «dobbiamo affrontare spese a partire da manutenzione stradale e compartecipazione sanitaria. Come si fa a chiedere altri soldi ai cittadini?».
In tanti, comunque, giudicano l’Isa una realtà da difendere, anche in virtù dell’indotto generato. Graziano Santucci, consigliere delegato per la Cultura a Cagnano e socio fondatore dell’Icarus, sa bene quali sono le ricadute dell’attività dell’Isa sul territorio. «Prendiamo come esempio», spiega, «quello che è stato fatto in occasione dell’Adunata nazionale alpini. Per la divulgazione delle registrazioni dell’Orchestra sinfonica si è passati attraverso una collaborazione che ha visto coinvolti i nostri studi musicali, la Casa del jazz di Roma e la One Group. Più che iniziative una tantum come quella di Piccone, credo sia importante incentivare operazioni come quella che ho appena citato». Il sindaco di Campli, Pietro Quaresimale, ribadisce l’importanza dell’Isa. Sulla stessa lunghezza d’onda, l’ex primo cittadino di Villa Santangelo, Pierluigi Biondi, che apprezza lo spirito della proposta di Piccone. «Da ex sindaco e da contribuente sarei ben felice di poter salvare questa istituzione». Fabio Iuliano
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