Sinistra a raccolta contro «la deriva di destra»

Adesioni al documento “L’Aquila che non ha paura”, a settembre previste manifestazioni
L’AQUILA. Un cartello formato da Partito Democratico L’Aquila, Sinistra Italiana e Articolo Uno (Leu), Socialisti e Democratici, L'Aquila Sicurezza e Lavoro, Coalizione Sociale, Potere al Popolo L’Aquila, Globuli Rossi, Partito Socialista Italiano e Rifondazione Comunista ha sottoscritto un documento dal titolo “L’Aquila che non ha paura”.
«Si tratta», spiegano i firmatari, «di una presa di posizione e una manifestazione di intenti, una dichiarazione di lotta e di ricostruzione di un fronte fondato su elementi di coesione che sono i valori della Resistenza, della Repubblica, della Costituzione. “L’Aquila che non ha paura” nasce dalla consapevolezza che la battaglia che si deve ingaggiare su scala nazionale può e deve coinvolgere i territori, e L’Aquila, in quanto città che deve rinascere non solo a livello edilizio e urbano ma anche nella comunità, è il posto giusto per combatterla. All’Aquila inoltre, come a livello nazionale, governano le destre; e se a Palazzo Chigi la destra esercita un controllo che si sta affermando sul piano politico, a livello cittadino la forza della nuova destra sta anche nei numeri della rappresentanza. La nuova destra aquilana come quella che si afferma a Roma e negli altri paesi europei rifugge il modello liberale e conservatore, e guarda invece alla nuova ideologia sovranista, tutta fondata sulla creazione di un nemico esterno a cui contrapporre la difesa dell’identità, sia essa cittadina o nazionale. È la Lega salviniana, a tutti i livelli, a farsene portavoce nel nostro Paese e a guidare il fronte della destra».
«All’Aquila», proseguono le forze di sinistra, «l’identità in questione è quella riassunta dallo slogan “Prima gli aquilani”, uno slogan utile anche a nascondere la pochezza amministrativa della maggioranza, tanto più grave in una città che si trova nella fase decisiva per il rilancio e la scelta delle proprie vocazioni dopo la fase di emergenza legata al sisma e alla ricostruzione. La totale mancanza di visione strategica della giunta e dell’amministrazione è visibile nell’abbandono totale del dibattito, pubblico e istituzionale, attorno al Piano regolatore, strumento cardine per la programmazione del governo del territorio. A questo si aggiungono altri impellenti problemi, legati alla quotidianità, come l’evidente degrado urbano, e la miopia nella gestione del patrimonio immobiliare costituito dal Progetto Case: invece di renderlo una leva per l’apertura e la crescita della città e uno strumento di equità e sostegno ai deboli, si fa in modo di recintarlo impedendone attraverso limiti stringenti di reddito la fruizione, negli ultimi bandi, alle fasce più vulnerabili della popolazione». La sinistra «chiama a raccolta» le forze che contestano e combatteranno la visione ora prevalente. Da settembre via alle manifestazioni.

