Sinistra italiana: «Azienda “premiata” con fondi pubblici»
L’AQUILA. Solidarietà ai ricercatori licenziati e un’amara riflessione sulla fine dello storico polo elettronico aquilano arrivano dal circolo di Sinistra Italiana: «Chi all’Aquila non ha avuto...
L’AQUILA. Solidarietà ai ricercatori licenziati e un’amara riflessione sulla fine dello storico polo elettronico aquilano arrivano dal circolo di Sinistra Italiana: «Chi all’Aquila non ha avuto almeno un genitore o un parente impiegato nell’ex Siemens? Chi non ha beneficiato nei periodi di massimo splendore di tutto l’indotto prodotto dall’ex Siemens? Chi può dire che il nome di questa azienda non sia collegato in qualche modo alla vita di ognuno di noi? Probabilmente nessuno. Nessuno, allo stesso tempo, è riuscito a fermare il declino inesorabile di un polo elettronico leader nel settore dell’Ict, né imprenditori né classe politica. L’ultima pagina è stata scritta dalla Intecs, che dopo aver acquistato i laboratori dell’ex Siemens non è riuscita, ovvero non è stata capace di valorizzare le molteplici potenzialità di un gruppo di ricercatori di altissima professionalità». Il circolo di Sinistra Italiana chiama in causa la Regione e sottolinea come «al termine di un percorso che ha visto dapprima trasferire lavoratori e delocalizzare attrezzature e attività a Roma, con l’utilizzo spregiudicato degli ammortizzatori sociali, si sia scritta indelebilmente la parola fine. Uno smantellamento, a cui la classe dirigente al governo della Regione non ha saputo opporsi e che anzi ha “premiato” con soldi pubblici tramite i finanziamenti legati al bando “Ricerca e innovazione” e coperti dal Por Fesr 2014-2020 inerenti al progetto “Cyber Trainer”, che vede la Intecs tra i beneficiari. Oggi, nell’era del 5G, 65 ricercatori perdono il posto di lavoro, 65 famiglie perdono il loro diritto a programmare con dignità il proprio futuro. Oggi, nell’indifferenza totale, ci sentiamo nel nostro piccolo, e anche con un certo imbarazzo, di esprimere tutta la nostra solidarietà a questi lavoratori ingiustamente licenziati».(r.s.)
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