Sirente-Velino Padovani (Psi) sollecita azioni sul Parco

27 Dicembre 2015

L’AQUILA. Gianni Padovani, componente della giunta esecutiva Copagri Abruzzo con delega ai Parchi e consigliere comunale socialista, interviene sulle vicende del parco Sirente-Velino. «Anche le...

L’AQUILA. Gianni Padovani, componente della giunta esecutiva Copagri Abruzzo con delega ai Parchi e consigliere comunale socialista, interviene sulle vicende del parco Sirente-Velino.

«Anche le associazioni ambientaliste abruzzesi hanno riproposto la questione. Il consiglio regionale sta ancora esaminando la nuova disciplina del Parco regionale e nel farlo sarebbe opportuno che tenesse bene a mente che l’Ente interessato è un immenso serbatoio di opportunità. Le carenze gestionali del Parco, invece, sono sempre e ancora lì: una programmazione inesistente, mancanza di apertura verso l’esterno, incapacità di guardare oltre la legge, di saper coinvolgere tutti i settori produttivi e cercare la collaborazione e il sostegno tra le rappresentanze professionali agricole. Il Parco deve dichiararsi per quello che la legge istitutiva vuole che sia: non uno strumento di mummificazione della natura a danno di quei pubblici e privati che si ritengono sfortunati per essersi ritrovati chiusi nella sua delimitazione, ma un canale di progresso e benessere per la popolazione».

«Una rapida soluzione», secondo Padovani, «può e deve arrivare dalla giunta regionale: s’impegnasse in prima linea e fattivamente a predisporre l’atteso piano del Parco. La Comunità del Parco, soggetto che dovrebbe attuare le linee-guida politiche e amministrative quale organo più rappresentativo rispetto alle problematiche di quest’area, si è sempre riunito assai di rado, come anche il direttivo. Come possiamo allora ipotizzare risposte che vadano nella direzione della tutela ambientale e della produzione di beni e di servizi qualificati, la cui domanda è sempre più presente, se non si è mai attuata una vera e propria bonifica del territorio e affrontato seriamente il problema di dare una vera immagine all’area del Parco? Come si possono ipotizzare in queste condizioni reali opportunità per la piccola e media azienda che ricade all’interno del Parco, posta di fronte all’illusione che l’Istituzione non sia per essa un impedimento bensì un mezzo per rafforzare le modeste dimensioni produttive? Dinanzi a simili interrogativi viene automatico domandarsi se in effetti sia mai esistita una seria politica di programmazione».