Sisma, Biondi e Marsilio: «Necessarie altre risorse»

5 Settembre 2020

Lettera al premier firmata con i coordinatori del cratere: apriamo il confronto sulla ricerca di finanziamenti europei da destinare a interventi pubblici e privati

L’AQUILA. I nuovi fondi per la ricostruzione post-sisma del 2009 arriveranno appena alla metà dell’anno prossimo. A sottolinearlo sono il sindaco Pierluigi Biondi, il governatore Marco Marsilio e i coordinatori dei comuni del cratere Sandro Ciacchi e Francesco Di Paolo, che si rivolgono per lettera direttamente al premier Giuseppe Conte sollecitando interventi immediati e l’apertura di un tavolo di confronto per valutare alcune proposte operative. Dopo la polemica innescata dal primo cittadino con il governo, reo secondo lui di aver abbandonato i territori del sisma di undici anni fa, la missiva ripercorre le tappe della vicenda.
«Già da tempo i titolari degli Uffici speciali dell’Aquila e del cratere hanno quantificato in circa quattro miliardi di euro la necessità di risorse ulteriori per completare il processo di ricostruzione in atto nel territorio interessato dal sisma 2009», ricordano i firmatari. «È altresì noto che il prossimo 31 dicembre scadrà l’ultima annualità della tabella B allegata alla legge 190 del 2014, che ha previsto 5,1 miliardi di euro per la ricostruzione del territorio a cui si sommano i 10,5 miliardi di euro stanziati dal governo Berlusconi e gli 1,8 miliardi di euro del governo Letta». Le somme residue, una volta programmate, fanno sapere, «consentiranno di coprire al massimo il primo semestre 2021». Per Biondi, Marsilio, Ciacchi e Di Paolo «è necessario, fin da subito, individuare risorse per rifinanziare la ricostruzione privata, pubblica e il piano ReStart».
Alla luce dell’emergenza Covid, che rischia di limitare il ricorso al bilancio statale, secondo loro il governo dovrebbe «valutare la possibilità di sostegno ricorrendo alle somme del Recovery fund ovvero ai residui della programmazione del Fondo Sviluppo e Coesione». In alternativa, nella lettera viene suggerito l’impiego della «nuova programmazione dei fondi europei 2021/2027, visto che il meccanismo di impegno dei fondi per la rinascita dei territori colpiti dal sisma 2009 è ampiamente collaudato e vi sarebbe, pertanto, una celere immissione di liquidità in grado di contribuire alla crescita del Pil del Paese».
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