Sisma, due ministeri condannati a risarcire

22 Agosto 2018

L’AQUILA. Dopo 9 anni e mezzo dal terremoto del 6 aprile 2009, il tribunale civile dell’Aquila ha condannato il ministero delle Infrastrutture e quello dell’Interno a risarcire i figli di Vinicio D’An...

L’AQUILA. Dopo 9 anni e mezzo dal terremoto del 6 aprile 2009, il tribunale civile dell’Aquila ha condannato il ministero delle Infrastrutture e quello dell’Interno a risarcire i figli di Vinicio D’Andrea e Angela Belfatto, vittime del sisma, Chiara e Giuseppe, al pagamento di una somma di 360 mila euro ciascuno, oltre alle spese legali. Chiara e Giuseppe D’Andrea hanno perso i genitori nel crollo della loro abitazione, in via don Luigi Sturzo, al civico 33. Il processo civile è scaturito dopo la condanna a tra anni per omicidio plurimo e disastro colposo, nell’ottobre 2012, del progettista, Augusto Angelini.
Ora il giudice monocratico Monica Croci ha condannato in sede civile i due ministeri, per «non aver diligentemente adempiuto ai compiti di vigilanza e controllo di rispettiva competenza in materia edilizia, consentendo la realizzazione di una costruzione difforme dalle prescrizioni normative vigenti all’epoca, incapace di resistere all’azione di un sisma non avente carattere anomalo o eccezionale», come riferito da Abruzzoweb.
La famiglia D’Andrea è stata rappresentata, davanti alla sezione civile del tribunale, dagli avvocati Andrea Filippi De Santis ed Emiliana Di Ruscio.
I ministeri sono stati condannati perché i dirigenti preposto ai controlli, durante la fase di costruzione, collaudo e altro, non avrebbero fatto il loro dovere. Si tratta di un edificio costruito e collaudato tra il 1962 e il 1963, con autorizzazione del Comune rilasciata il 2 novembre 2961.
Negli anni Sessanta le Norme tecniche per l'edilizia, con speciali prescrizioni per le località colpite dai terremoti vigenti, classificavano il comune dell’Aquila nella categoria II di rischio sismico e prescrivevano che gli edifici realizzati dovessero poter resistere alle sollecitazioni sismiche tanto in direzione longitudinale quanto in direzione trasversale. Ma chi avrebbe dovuto vigilare, anche sui materiali, per il tribunale non lo ha fatto.