Sisma, salta di nuovo la fiaccolata

10 Marzo 2021

L’emergenza sanitaria anche quest’anno impedirà la cerimonia della memoria 

L’AQUILA . L’ultima è stata quella del 2019. Una delle fiaccolate più partecipate, con circa 15mila persone, una fiaccolata dal forte valore simbolico, quella del decimo anniversario. Poi il coronavirus ha spento anche le luci della memoria.
Lo scorso anno, per la prima volta, nella notte tra il 5 e il 6 aprile, nessun rumore di passi per le strade della città a commemorare le 309 vittime del terremoto, solo una delegazione di tre persone in piazza Duomo. «Anche quest’anno la fiaccolata non si farà», conferma Antonietta Centofanti, del comitato dei familiari delle vittime della Casa dello studente. Per ora questa è l’unica certezza. In questi giorni, infatti, i familiari delle vittime, insieme ai rappresentanti della municipalità aquilana, stanno studiando soluzioni alternative per ricordare quella terribile notte che risale ormai a 12 anni fa.
«Una fiaccolata in forma ridotta? Ci abbiamo pensato tante volte, ma non è possibile», continua Centofanti. «Come si potrebbe scegliere chi far partecipare e chi escludere? Vorremmo piuttosto trovare un gesto simbolico, un po’ come quello dello scorso anno». Proprio un anno fa, infatti, fu lanciato l’appello a tutti gli italiani, da parte dei comitati e del sindaco, Pierluigi Biondi, di illuminare tutti i balconi alla mezzanotte del 5 aprile per ricordare le vittime, non solo dei terremoti, ma anche del Covid-19.
Si è trattato di un appello raccolto da tantissimi. In quell’occasione sono stati, inoltre, illuminati i luoghi più colpiti dal sisma del 2009 come via XX Settembre, la Casa dello studente, piazzale Paoli, via Gabriele D’Annunzio e il Convitto. Il prefetto, il sindaco dell’Aquila e il primo cittadino di Barisciano sono stati gli unici a partecipare a una piccola cerimonia. Alle 23,30 in piazza Duomo era stato acceso, a cura di un vigile del fuoco, un braciere nei pressi della chiesa delle Anime Sante.
A seguire era stata celebrata la messa a porte chiuse e alle 3.32 erano risuonati i 309 rintocchi delle campane. Un copione che potrebbe ripetersi, in linea di massima, anche quest’anno, seppur con delle piccole differenze rispetto alla cerimonia di dodici mesi fa. «Sono allo studio diverse ipotesi», conclude l’esponente del comitato, Centofanti. «Nei prossimi giorni decideremo con esattezza il programma. Seppur nel rispetto delle norme anti-Covid, dovrà avere un forte significato simbolico. Non dimenticheremo mai quello che è successo 12 anni fa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA