Sisma, sedici ordinanze di sgombero

Pratola Peligna. Per le famiglie scatta l’autonoma sistemazione anche retroattiva. Di Nino: provvedimento necessario
PRATOLA PELIGNA. Il terremoto ha colpito anche Pratola Peligna, dove solo di recente sono scattate le ordinanze di sgombero. I documenti, 16 in tutto, finora, sono stati firmati dal sindaco Antonella Di Nino e interessano altrettanti residenti del centro peligno. Persone che hanno avuto le proprie abitazioni danneggiate dalle ripetute scosse di terremoto, che si sono registrate nel Centro Italia a partire dal 24 agosto 2016 sino al 18 gennaio 2017. Le ordinanze firmate metterebbero in evidenza dei ritardi o comunque delle imprecisioni nelle procedure burocratiche necessarie per le pratiche del dopo sisma.
«Stiamo lavorando a stretto giro con gli uffici tecnici comunali e con quelli responsabili della ricostruzione», ha detto il primo cittadino, «le ordinanze sono arrivate dopo che ci siamo accorti che per gli edifici interessati erano state fatte le schede specifiche per il rilevamento del danno, ma a queste, non era stato dato seguito con le ordinanze di sgombero, che il sindaco è tenuto a fare. In questo modo, abbiamo sanato una situazione anomala».
In particolare, proprio con la firma delle ordinanze, le persone interessate dagli sgomberi potranno ora accedere ai benefici dell’autonoma sistemazione. Quest’ultima consente di avere dei soldi a fine mese con i quali pagare gli affitti nelle case che proprietari o inquilini delle case danneggiate, hanno scelto come abitazione provvisorie. Non è escluso che i finanziamenti possano essere ricalcolati dal giorno in cui la singola persona sia andata a vivere in affitto.
Ad essere interessate dagli sgomberi sono coloro che in precedenza risiedevano in via Castagno, via Cesare Battisti, via Mincio, via Antonio De Nino, via Luigi Meta, Chiassolo della Fontana, Trieste, via Della Terra Via Corfinio, via San Pietro e via della Fonte. Strade che si trovano sia all’interno del centro storico, che nelle zone più periferiche di Pratola Peligna. Le ordinanze, inoltre, sono state emesse non solo per l’inagibilità della singola abitazione, ma anche nei casi in cui il proprietario, per entrare in casa sua, sia costretto ad attraversare zone “rosse”, ovvero dove ci sono edifici pericolanti o nei pressi di case inagibili. Le pratiche sono state inviate alla prefettura e agli uffici per la ricostruzione. Le scosse del terremoto che ha colpito il Centro Italia, hanno danneggiato e causato crolli sia in edifici pubblici che privati anche di Pratola.
Inoltre, sono state danneggiate le strade e gli impianti elettrici e fognari. In particolare proprio la scosse di fine ottobre, decretarono la chiusura per inagibilità del santuario della Madonna della Libera. La struttura sacra, molto cara ai devoti, al momento resta chiusa per lavori di restauro, fermi però da mesi. Un blocco che ha fatto scattare le proteste di molti residenti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

