Sisma, torna la paura: 16 scosse in due giorni

7 Gennaio 2017

L’epicentro nell’alta Valle dell’Aterno ma apprensione anche all’Aquila. Massima magnitudo 3.3

L’AQUILA. L’alta Valle dell’Aterno è di nuovo al centro di una serie di scosse di terremoto che hanno suscitato una certa apprensione. Negli ultimi due giorni sono state sedici le scosse registrate dall’Ingv. Mantenere i nervi saldi è la prima regola in queste situazioni ma la frequenza di queste scosse, più o meno sensibili, non passa inosservata anche se non crea allarmismi eccessivi tra gente abituata a ben altro. Il movimento tellurico più importante c’è stato nella serata del 5 gennaio con una magnitudo di 3.3 con una profondità di 11 chilometri. Ha interessato, in particolare, i paesi confinanti di Barete e Pizzoli, ma è stata avvertita pure a Montereale, Capitignano, Campotosto e Cagnano Amiterno.

La scossa è stata molto breve ma secca, e si è sentita anche all’Aquila, in particolar modo nei quartieri di Pettino e in altre realtà territoriali poste nella direzione dei paesi succitati.

Qualche telefonata è arrivata ai vigili del fuoco solo per conoscere l’entità della scossa visto che non ci sono stati danni.

Nella giornata di ieri, alle 7.20, è stato avvertito un altro movimento tellurico che ha riguardato, in particolare, Capitignano, Campotosto, Montereale, Barete e Cagnano Amiterno.

Anche questa volta si è sentito pure nel capoluogo di regione. Questa scossa, di tre gradi (profondità di 10 chilometri), è stata preceduta, nella notte, da altri quattro eventi di magnitudo inferiore, sempre intorno ai due gradi, e per questo non avvertiti. L’ultimo evento registrato, quello di ieri pomeriggio intorno alle 15, è stato di 2.4 e ha interessato la medesima area.

Naturalmente nessuno si azzarda a fare previsioni sulla durata di questo sciame, viste anche le nuove direttive della nuova Commissione Grandi Rischi.

Si può solo osservare, esaminando la lista eventi dell’Ingv degli ultimi due giorni, che continuano ad alternarsi scosse di terremoto tra province molto vicine tra loro anche se di regioni diverse: Macerata, Ascoli Piceno, Rieti, Perugia e, per l’appunto, L’Aquila, con livelli di magnitudo fortunatamente bassi. Quello più alto è stato proprio il 3.3 dell’altra sera nell’Aquilano.

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