Sismaq, un grande archivio multimediale

29 Ottobre 2014

Il progetto della Deputazione di Storia patria arricchito dal patrimonio donato dal fotografo

L’AQUILA. Oltre 42mila articoli di testate locali, nazionali e internazionali; circa 50mila foto, 3.200 video e 300 pubblicazioni archiviate. Questi i numeri di Sismaq, il sistema informativo Sisma memoria L’Aquila, ideato e messo a punto dalla Deputazione di Storia patria dell’Aquila. Un archivio multimediale di scritti, audio e video sul terremoto che ha colpito il capoluogo d’Abruzzo. In occasione del quarto anniversario del servizio, la biblioteca Salvatore Tommasi ha ospitato un incontro, volto anche a sancire l’acquisizione dell’enorme patrimonio fotografico che Giorgio Stockel ha messo a disposizione di Sismaq, uno spazio web che fa parte del network Poloserviziculturaliabruzzo.it. A fare gli onori di casa, la direttrice della biblioteca Maria Concetta Ruffo. «Queste iniziative», ha spiegato, «sono un’ottima linfa per la città e per il nostro istituto che attualmente si trova in una landa desolata, un’area – quella di Bazzano – che doveva essere destinata a divenire un polo culturale, ma è rimasta zona industriale. Qui non passano neanche gli autobus con conseguenti disagi per i nostri studenti». È stato il presidente della Deputazione di Storia patria, Walter Capezzali, a illustrare il progetto la cui versione web è consultabile su www.sismaq.it. Un’iniziativa che vede il coordinamento di Stefania Liberatore e gli aggiornamenti a cura di Daniele Perruzza. All’iniziativa sono intervenuti Marco Fanfani, presidente della Fondazione Carispaq (unico sostenitore della base dati), la soprintendente ai Beni artistici Maria Alessandra Vittorini, l’architetto Gianni Bulian, oltre a Errico Centofanti che ha illustrato la figura e l’opera di Stockel. «Ha documentato ogni angolo della città», ha detto. «Un lavoro svolto tra gli anni ’70 e ’80 enorme: prima delle sue impressioni fotografiche noi non conoscevamo l’aspetto plastico dell’Aquila, ma solo quello piatto, attraverso le mappe». Fanfani ha esaltato l’importanza del progetto «non solo come memoria storica e archivistica, ma come indicatore degli impegni, rispettati o meno, nell’ambito della ricostruzione». Capezzali ha ricordato quanto sia importante «fornire motivazioni alle nuove generazioni». Il senso di una comunità, dunque. Una realtà che fa capo a una città mutata nell’arco degli anni e destinata a cambiare ancora nei prossimi.(fab.i.)

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