Sit-in dei commercianti contro le chiusure

1 Novembre 2020

Lumini e candele in piazza per dire no alle restrizioni imposte dal governo: categoria in ginocchio

SULMONA. Candele e lumini accesi, col sottofondo del Silenzio intonato da un trombettista. In tanti ieri, tra ristoratori, baristi, titolari di pub e locali, si sono dati appuntamento a piazza Garibaldi per protestare contro l’ultimo decreto del governo che impone la chiusura anticipata. Così alle 18, appena il tempo di chiudere le attività e di constatare le perdite dell’ennesima giornata a mezzo servizio, si sono ritrovati tutti in una piazza silenziosa, mesta e illuminata da ceri, lumini e candele. Alla base del fontanone un grosso striscione con su scritto “No al nuovo Dpcm”. «Così non ha senso andare avanti», hanno detto i ristoratori della Valle Peligna, «ci hanno prima fatto investire su separatori, disinfettanti e arredi esterni e poi ci hanno fatto chiudere di nuovo».
Il grido di allarme degli addetti ai lavori arriva dopo un’estate andata a sorpresa molto bene dal punto di vista turistico, che aveva restituito un po’ di ottimismo e voglia di andare avanti. Poi, il nuovo decreto che ha stabilito una volta la chiusura anticipata dei locali e quella completa per sale da ballo e palestre. In piazza alcuni dei più noti ristoratori della città e del circondario, tra cui Attilio Leombruni, Paolo Verrocchi, Clemente Maiorano. «Chiediamo la revoca del provvedimento», hanno dichiarato, «e invochiamo l’intercessione dei rappresentanti politici locali affinché possano sostenerci in questa causa. Stare al nostro fianco significa sostenere l’economia dell’intera Valle Peligna. Perché se chiudiamo noi, anche i negozi non avranno lo stesso flusso di persone. Ben vengano i controlli, ma devono servire a colpire chi non è in regola, non un’intera categoria che stava rialzandosi a fatica dopo il lockdown». Poi, ripresi lumini e candele, tutti a casa, senza feste e cene nella serata di Halloween. (f.p.)
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