«Siti archeologici, dannosa la brochure del Comune»

L'AQUILA. È vero che i siti archeologici di Amiternum in questo periodo sono chiusi, ma la Soprintendenza non poteva fare altrimenti. «La chiusura temporanea dei siti archeologici di Amiternum»,...
L'AQUILA. È vero che i siti archeologici di Amiternum in questo periodo sono chiusi, ma la Soprintendenza non poteva fare altrimenti. «La chiusura temporanea dei siti archeologici di Amiternum», scrive in una nota la Soprintendenza, «deriva da motivi logistico-organizzativi noti da tempo. Infatti, alla chiusura obbligata disposta per l’emergenza Covid si è aggiunta la cronica carenza di addetti, acuita dai recenti ulteriori pensionamenti, che hanno di fatto limitato il personale di vigilanza a sole 3 unità, tuttora in servizio ridotto in attuazione delle disposizioni di legge. Tale numero non è pertanto sufficiente a garantire l’apertura in sicurezza dei siti (per i quali, è bene ricordare, la normativa vigente prevede la presenza in servizio di minimo 2 unità per sito). Questa cronica criticità di organico investe anche i funzionari addetti alla tutela archeologica, attualmente in forza in una sola unità in servizio stabile sul vasto territorio del capoluogo e dell’intero cratere sismico. La problematica è stata segnalata più volte ai livelli superiori del Mibact per i provvedimenti del caso (interpelli, nuove assunzioni e altro). Nell’attesa, l’impossibilità di garantire le condizioni di lavoro in sicurezza per il personale ha indotto a malincuore la Soprintendenza a non poter riaprire al pubblico i siti di Amiternum dopo il lockdown, come indicato e comunicato da tempo sui siti ufficiali. D’altra parte è una difficoltà che condividiamo con centinaia di altri siti archeologici e museali (anche più strutturati e solidi) in tutto il Paese, vista la straordinarietà dell’emergenza in corso. Per quanto riguarda il Tempio italico di Castel di Ieri, che da anni viene aperto nei weekend estivi grazie a un protocollo tra Comune e Soprintendenza, il sito è attualmente oggetto di lavori di manutenzione e messa in sicurezza, in via di conclusione. Infine, la Necropoli di Fossa è eccezionalmente aperta quest’anno in tutti i fine settimana estivi grazie a un accordo con Comune e Univaq, con il supporto di un’associazione locale. Su tale situazione è intervenuta la recente iniziativa del Comune che, per il tramite dell’assessorato al Turismo, ha avviato una campagna di promozione del territorio, con la produzione di una guida distribuita in 15.000 copie cartacee e disponibile on line. Ebbene, in essa i siti archeologici di Amiternum vengono indicati come visitabili e per questo, nei giorni scorsi, è aumentata a dismisura la richiesta di visite da parte dei cittadini (e con essa la comprensibile delusione-irritazione nel trovare i cancelli chiusi). Spiace quindi dover evidenziare che l’informazione fornita è stata fuorviante, se non dannosa, dando per scontate le possibilità di visita a siti come il teatro e l’anfiteatro di Amiternum, l’area archeologica di Forcona e il tempio italico di Castel di Ieri (comunicando come riferimento il recapito della segreteria del soprintendente, senza alcun preavviso). E inserendo incomprensibilmente nel “pacchetto” anche l’antica cattedrale di San Massimo a Civita di Bagno, che notoriamente appartiene alla diocesi. Non è stato fatto un utile servizio ai cittadini neppure per la necropoli di Fossa, dove il riferimento per le visite avrebbe dovuto segnalare i contatti dell’associazione (e non quelli della segreteria del soprintendente). Ciò», conclude la Soprintendenza, «ha provocato una catena di incomprensioni, proteste e pesantissimi attacchi sulla stampa, con informazioni improprie e ricostruzioni strumentalmente polemiche, condotte senza la minima cura di verifica preventiva dei fatti». (g.p.)
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