Sito web fantasma, Marchetti condannato a risarcire

16 Settembre 2017

L’AQUILA. C’era anche un sito Internet «fantasma», pagato con fondi pubblici ma mai realizzato, tra gli affari dell’inchiesta “Betrayal” su presunte tangenti negli appalti nella ricostruzione, con...

L’AQUILA. C’era anche un sito Internet «fantasma», pagato con fondi pubblici ma mai realizzato, tra gli affari dell’inchiesta “Betrayal” su presunte tangenti negli appalti nella ricostruzione, con accuse ancora da definire nel processo penale.
Ma, secondo la Corte dei conti, la responsabilità della spesa era in capo dell’architetto Luciano Marchetti, ex vicecommissario per i Beni culturali, il quale è stato condannato a risarcire l’Erario con 48mila euro. Un lavoro assegnato, per l’accusa, attraverso una gara organizzata facendo in modo che venissero invitate ditte che non avevano i requisiti richiesti dal bando, così da determinare la vittoria della ditta International Outsourcing. «Nell’atto di citazione», dicono i giudici contabili, «si ripercorrono i contenuti della segnalazione di danno della Finanza dalla quale risulterebbe che l’affidamento del lavoro alla ditta incaricata era stato maliziosamente pilotato al fine di favorire la ditta stessa, la quale, a sua volta, aveva affidato una gran parte dei lavori al compagno della segretaria del convenuto, abituale frequentatore della struttura e vero “dominus” dell’intera vicenda. L’incarico, però, era stato eseguito in maniera incompleta e senza alcuna utilità per l’amministrazione in quanto il sito web, asseritamente realizzato, non era mai stato effettivamente in linea, a dispetto di quanto attestato dal convenuto al fine di pagare le somme prima ancora della scadenza contrattuale in ragione dell’imminente cessazione del proprio incarico». I giudici, inoltre, affermano che «Marchetti si assunse la responsabilità di attestare la regolare attestazione di un’opera rimasta sconosciuta e non fruibile al pubblico e agli addetti del suo ufficio».(g.g.)
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