Slogan e striscioni per scuole sicure e trasporti meno cari

Corteo degli studenti da Collesapone al Parco del Sole Accuse anche al governo: ignorati i nostri problemi
L’AQUILA. Mentre i loro colleghi a Torino bruciavano in piazza manichini raffiguranti i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, gli studenti aquilani ieri mattina hanno dato vita a una manifestazione pacifica per rivendicare, in primis, il diritto ad avere scuole sicure, ma non solo. Nel mirino dei ragazzi anche il sistema dei trasporti, il costo degli studi e le riforme del governo. Un coloratissimo corteo, partito da Colle Sapone, ha attraversato le strade cittadine con striscioni, balli, musica e slogan urlati a squarciagola, per arrivare al parco del Sole. La manifestazione, a cui hanno aderito tutte le scuole superiori della città, è stata organizzata dall’Unione degli studenti e si inserisce in una protesta nazionale contro le ultime riforme della scuola. «Circa 200 studenti aquilani, con strisce colorate sui volti, segno di riconoscimento della nostra associazione, sono scesi in piazza per partecipare alla mobilitazione» ha commentato la rappresentante aquilana dell’Uds, Sara Ramzi. «Dopo il corteo c'è stata un'assemblea in cui si è discusso delle problematiche degli studenti di tutte le scuole aquilane. Le rivendicazioni, tanto nazionali quanto territoriali, sono incentrate sul diritto allo studio. All'Aquila, in particolare, a fare la parte del leone è la questione dell’edilizia, che non riguarda solo il liceo Cotugno, oggi diviso su cinque sedi, ma tutte le scuole della nostra città, nessuna veramente antisismica». Migliaia di ragazzi, infatti, ogni giorno sono costretti a fare lezione in edifici con indici di vulnerabilità molto bassi, addirittura inferiori a quelli della scuola di Pettino, che fino allo scorso anno ospitava il Cotugno e che è stata definitivamente chiusa da una sentenza del Tar di luglio. Altro tema caldo quello dei trasporti: «Gli abbonamenti sono costosissimi», continua la rappresentante dell’Unione degli studenti. «Alcuni ragazzi sono costretti a fare il doppio abbonamento, arrivando a pagare anche 700 euro l’anno».
Infine le riforme del governo: «Si è parlato tanto di cambiamento, anche in merito all'istruzione, ma il governo sta dimostrando di non aver alcun interesse a parlare con gli studenti». La manovra finanziaria annunciata, secondo l’Uds, infatti, ignora i problemi della scuola. «Questa è solo la prima tappa dell'autunno», conclude la rappresentante, «ripartiremo dalle nostre scuole per costruire una reale alternativa».
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