Smascherati 110 furbetti del Covid: avevano sussidi statali e lavoravano

7 Luglio 2021

Segnalati a Inps e Agenzia delle entrate operai e datori di lavoro di Avezzano, Scurcola e Tagliacozzo L’accusa: utilizzo indebito delle misure come cassa integrazione e Fondo di integrazione salariale

AVEZZANO. Sulla carta percepivano la cassa integrazione, ma di fatto continuavano a lavorare regolarmente. Per questo nei guai sono finiti 110 lavoratori in nero o irregolari e i rispettivi datori di lavori.
A smascherare i furbetti della pandemia nelle aziende della Marsica sono state le Fiamme gialle della compagnia di Avezzano.
I controlli hanno riguardato società di trasporto, imprese di pulizie, rivendite di pane e farine, negozi di abbigliamento per adulti e agenzie di scommesse.
Decine le attività in cui sono state riscontrate irregolarità ad Avezzano, Tagliacozzo e Scurcola Marsicana.
Nell’ambito dei controlli mirati sui benefit stanziati dallo Stato in favore delle attività danneggiate dall’emergenza sanitaria, la Guardia di finanza di Avezzano ha effettuato una serie di accertamenti finalizzati a scoprire eventuali casi di utilizzo indebito delle misure di integrazione salariale previste dal governo quali la Cassa integrazione in deroga (Cigd), il Fondo di integrazione salariale (Fis) e cassa integrazione guadagni (Cig).
Misure destinatarie alle aziende che hanno dovuto interrompere o ridurre l’attività produttiva per via delle restrizioni imposte dalla lotta al Covid.
In particolare, nei primi sei mesi del 2021, i finanzieri, guidati dal capitano Luigi Falce, hanno smascherato 110 lavoratori in nero o irregolari che sono stati segnalati alle autorità competenti insieme ai soci, agli amministratori e ai legali rappresentanti delle società finite nel mirino dei finanzieri.
Ai furbetti sono state contestate violazioni amministrative alle disposizioni normative in materia di lavoro e previdenza sociale.
Inoltre, le stesse società sono state anche segnalate all’Inps, all’Ispettorato del lavoro e all’Agenzia delle entrate per quanto di rispettiva competenza. In particolare, le Fiamme gialle hanno passato al setaccio tutte quelle società i cui datori di lavoro avevano richiesto di usufruire della cassa integrazione per ridurre l’impatto degli oneri sociali e dei costi del lavoro, in seguito alle chiusure delle attività economiche non essenziali imposte dalla pandemia. In molti dei casi analizzati è stato constatato l’irregolare impiego del personale per i periodi lavorativi nei quali gli stessi dipendenti già usufruivano della cassa integrazione.
È in tal modo che i furbetti della pandemia percepivano gli ammortizzatori sociali stanziati dal governo in materia di sostegni per l’emergenza sanitaria continuando a lavorare in maniera del tutto irregolare. Escamotage che però non sono sfuggiti ai finanzieri impegnati nelle attività di verifica.
I controlli sono stati eseguiti nell’ambito delle attività che la Guardia di Finanza sta attuando in relazione all’emergenza epidemiologica e a tutela del lavoro per contrastare, in particolare, le più gravi forme di sfruttamento dei lavoratori dipendenti, specialmente di quelli che si trovano in condizioni di particolare debolezza o bisogno e a salvaguardia degli imprenditori che rispettano le regole.
Le verifiche delle Fiamme gialle continuano per arrivare a scoprire ulteriori irregolarità.
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