Soccorsa dopo un’ora e morta, medici assolti

5 Agosto 2023

Per il decesso di una 45enne erano finiti sotto inchiesta in undici. I familiari: avanti con la causa civile

SULMONA. Aveva avuto un improvviso malore a casa di un’amica che era andata a trovare per congratularsi con lei, diventata mamma da qualche giorno. Chiamati i soccorsi, hanno dovuto attendere oltre un’ora l’arrivo del personale del 118, ma per la donna non c’era più nulla da fare. Per la morte di Celestina Pacella, 45enne di Sulmona, erano finiti sotto inchiesta 11 persone, tutti i medici e gli operatori del 118 che erano coinvolti a vario titolo in quella chiamata di soccorso. Ma, alla luce della diagnosi di infarto intestinale, secondo la procura e il gip la morte della donna non sarebbe riconducibile a imperizia di medici e operatori sanitari. Da qui l’archiviazione del procedimento per undici operatori del 118 e la decisione dei familiari di percorrere la strada del risarcimento civile. Secondo i congiunti di Pacella ci sarebbero precise responsabilità della Asl per i tempi troppo lunghi in cui è stato fatto l’intervento di soccorso. La tragica vicenda risale al febbraio 2016: mentre parlava del lieto evento con l’amica, la 45enne ha avuto un improvviso malore non riuscendo più a respirare per le fitte all’addome. In un primo momento venne allertato il fratello e subito dopo il 118, che secondo la testimonianza di familiari e amica, sarebbe arrivato dopo un’ora e cinque minuti dalla richiesta. Nel corso delle indagini del filone penale sono stati confermati tutti i tempi di intervento e il presunto pesante ritardo con cui sarebbero arrivati i soccorsi. Da qui la decisione di andare avanti con il filone civile dopo l’archiviazione di quello penale. (c.l.)
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