Soccorso in elicottero tra pericoli e acrobazie

Ad Assergi i paramedici si calano con un verricello per salvare un uomo Tre valanghe provocate dalle scosse di terremoto a Campo Imperatore
L’AQUILA. Un malore, una richiesta di aiuto, e i mezzi di soccorso che non riescono ad arrivare perché le strade sono bloccate da un metro di neve.
È accaduto ad Assergi, testimoni gli abitanti del Progetto Case, per due giorni imprigionati da una claustrofobica distesa di neve. Ancora più estrema la situazione di Campo Imperatore, dove a causa dei terremoti si sono staccate tre valanghe, con esiti diversi, per fortuna, rispetto ai fatti di Farindola.
IL SOCCORSO. A sentirsi male è stato un ragazzo che vive in uno degli alloggi della palazzina 1 di via Brancadoro. Preoccupati, e bloccati in casa, i genitori si sono rivolti al 118. Inutile tentare di raggiungere il posto con l’ambulanza, considerate le condizioni del manto stradale. Già la Statale 17, infatti, presentava notevoli criticità nel tratto compreso tra le frazioni di Camarda e Assergi.
Sulla carreggiata sono caduti parecchi alberi a causa della neve. Vi si transita con notevole difficoltà e solo su una corsia, a senso unico alternato. Per non parlare, poi, delle condizioni in cui versava via Giovanni Acitelli, la stradina che dalla Statale 17 si inerpica verso la sede amministrativa dei Laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso, fino a raggiungere la new town. L’unico modo per raggiungere la zona, dunque, era arrivarci in elicottero.
L’ATTERRAGGIO DA FILM. Il mezzo si è levato dalla base di elisoccorso e in men che non si dica era già ad Assergi. Una volta sul posto, però, gli operatori dell’emergenza sanitaria si sono resi conto che non c’era alcun modo per atterrare. Il muro di neve in certi punti ha raggiunto l’altezza di due metri, a causa del vento forte che ha spazzato per giorni la zona e che ha creato dei cumuli piuttosto consistenti. Anche il vicino campetto di calcio della ex Cogefar, dove in passato l’elicottero è atterrato più volte, non rappresentava una soluzione. Il pilota dell’elicottero, per quasi mezz’ora, ha tentato di trovare un’area sulla quale atterrare, e dalla quale ripartire in sicurezza.
Ogni sforzo, purtroppo, si è rivelato inutile. Alla fine la soluzione, degna di un action movie, è stata trovata. Il mezzo aereo si è portato in un punto preciso, e solo da lì medici e paramedici si sono calati con una fune per raggiungere finalmente il malato, dimostrando anche notevoli doti atletiche. Non si trattava, fortunatamente, di questione eccezionalmente grave.
Gli uomini dell’emergenza sanitaria sono rimasti nell’alloggio fino a quando le condizioni del malato sono migliorate, e poi sono risaliti sull’elicottero, sempre col verricello. Una storia che si è conclusa bene, grazie al coraggio degli operatori. Un’ora più tardi è arrivata anche la turbina che, finalmente, ha ripristinato un minimo di viabilità.
LE VALANGHE. Quanto alle valanghe, si registrano lo sradicamento di due tralicci Enel di media tensione, e di circa 150 metri di bosco. Sono stati portati via anche 150 metri di bosco.
«Per le precipitazioni c’era un rischio generico», ha detto l’ingegner Marco Cordeschi, direttore degli impianti di Campo Imperatore, «ma valanghe così grandi hanno un’origine legata ai terremoti. Di solito sono causate da pesi statici della neve. Stavolta sono state provocate da forze dinamiche». La prima, lunga due chilometri e con un fronte di 80 metri, «ha ripercorso la stessa strada di una storica che, nel 1966, distrusse la casa dell’ingegner Colangeli, della Provincia. Non ci furono vittime perché fu annullata una festa che era prevista in serata». La seconda è quella che ha sradicato i due tralicci, danneggiandone un altro. La terza ha investito la la zona della Portella e ha portato via 150 metri di bosco. Una “ferita” ben visibile dall’A/24. E l’allerta non è finita. Sorvegliata speciale è la strada tra Lucoli e Campo Felice.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

