Social, nuove opportunità Basta saperli usare bene

Il super-esperto Macchi svela i segreti della comunicazione nella grande rete Occhio a cyberbullismo e attenzione alta alla protezione dei dati personali
L’AQUILA. Che valore hanno i social network oggi per la comunicazione? I giovani li usano per divertirsi, per comunicare con i loro amici, condividere momenti tramite post, messaggi o foto.
In un incontro nell’aula magna del Convitto nazionale “Cotugno”, nei giorni scorsi, l’esperto di comunicazione Umberto Macchi ha parlato agli studenti dell’importanza dei social network e della tecnologia oggi, e anche nel futuro.
Facebook è una perdita di tempo? No, è uno strumento potentissimo utilizzabile a proprio piacimento, nel bene e male: dipende da chi ne fa uso. In altre parole, non è colpa del social in sé se Zuckerberg ha diffuso dati privati o se il cyberbullismo si diffonde a macchia d’olio: questo accade perché siamo noi a fare un cattivo uso di questi strumenti.
A proposito di cyberbullismo, oltre a osservare come alcune persone, da giovani vittime di bullismo, siano ora molto famose – emblematico è il caso di Emma Watson, presa in giro perché “secchiona”, o di Demi Lovato, Lady Gaga e Megan Fox – l’esperto consiglia di comportarsi in questo modo se se ne diviene vittime: non rispondere alle offese, screenshottare la schermata, bloccare e segnalare il bullo e, infine, ricordare che esistono funzioni su Facebook che impediscono che i post siano visti da persone indesiderate.
Sopravvivere al bullismo e non adottare soluzioni drastiche è fortuna? La soluzione che ci fornisce Macchi è diversa: resilienza. Coloro che di solito usano meglio i social network sono i giovani, i cosiddetti nativi digitali, i nati dopo il 1994. I giovani nascono con i social in mano, coloro che sono nati prima possono invece imparare a usarli e divenire migranti digitali. Come mai i giovani li sanno usare con una tale facilità e dimestichezza? Secondo Macchi stiamo assistendo a qualcosa di cui non vogliamo renderci conto: un cambio di specie. Del resto, questi mezzi si dimostrano utili, allo stesso modo in cui lo sarà la tecnologia tra alcuni anni. Come afferma l’esperto, in futuro essa sarà ancora più accessibile a tutti e visibile in ogni campo della nostra vita.
Nelle aziende, gli operai saranno a mano a mano sostituiti da robot: costano meno (24 euro al mese circa) e non chiedono ferie. In ogni punto del pianeta sarà possibile accedere a una rete wi-fi. Nei nostri corpi sarà possibile impiantare un chip, che sarà in grado di informare gli ospedali nelle vicinanze non appena ci sentiremo male. Chiunque sarebbe in grado di notarlo: (Mel Gibson). Grazie alla tecnologia, dunque, le aziende si potenzieranno e permetteranno un miglioramento della nostra vita. Fornire i nostri dati a Facebook è dunque così sbagliato e pericoloso? Non certo secondo Macchi: se la nostra vita può migliorare è solo grazie alla tecnologia.
Arianna Maran
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