Social scatenati sul futuro dei sodalizi

28 Settembre 2017

C’è chi auspica l’unione delle forze cittadine e chi invoca elezioni per un grande management

L’AQUILA. «Dignità per i nostri colori». Una grande foto orizzontale, contrassegnata da tante bandiere rossoblù, si fa strada tra i social network. Le notizie degli ultimi giorni, con il rinnovato pericolo che la situazione economica e finanziaria dell'Aquila Calcio sia di nuovo a rischio, tornano a mettere alla prova i nervi di tanti tifosi che da anni stanno seguendo le vicende altalenanti della società del capoluogo. Stessa sorte per i colleghi della palla ovale preoccupatissimi per le sorti dell'Aquila Rugby Club. «Se la squadra è “patrimonio della città, come in tanti blaterano”, scrive il giornalista Mattia Fonzi, “propongo che, in quanto bene comune, delle sue sorti si decida collettivamente, indicendo elezioni sul suo futuro e soprattutto sulla composizione del management”. Più avanti chiarisce che la sua proposta prevede come “soluzione l'unione delle forze con il fine di crescere insieme e isolare chi non vuole farlo per interessi particolari”. Purtroppo, di esempi in tal senso la storia del rugby cittadino (e dello sport in generale) ne ricorda parecchi. A questo, nella discussione risponde Marco Morante, il quale puntualizza chiedendo “chi decide chi deve essere isolati e chi no? L'azionariato popolare è orizzontale, si votano dei dirigenti e si porta automaticamente più gente allo stadio”. E c'è chi propone un raccordo tra le realtà del territorio: L'Aquila Rugby Club, Gran Sasso, Paganica, Polisportiva L'Aquila, Rugby Experience e Vecchie Fiamme Old L'Aquila, mentre chi come Carlo Caione – capitano neroverde nel 1995 – ricorda, non senza polemica, che dall'ultimo scudetto in avanti è stato fatto ben poco. Un rilevo che non convince Terenzio De Benedictis, tecnico e dirigente: “Masi e Festuccia appartengono al dopo 1995. Andrea venne tesserato in quella stagione. Carlo di un anno più vecchio faceva l'Under 15 con il Cus”. Sul fronte L'Aquila Calcio gli animi sembrano, almeno all'apparenza, più freddi, vuoi perché la situazione è tutt'altro che chiara, vuoi perché i sostenitori sembrano avere sempre più difficoltà ad esporsi. “Vogliamo che L'Aquila torni a volare alto”, commenta Gino Berardi sulla sua bacheca, auspicando una rapida soluzione societaria per assicurare la tranquillità ai giocatori che stanno affrontando un campionato impegnativo. (fab.i.)
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