Società sportive morose, niente impianti

6 Giugno 2019

Il Comune avvia il recupero dei canoni non pagati per l’uso delle strutture e aumenta le tariffe

SULMONA. Scadranno il prossimo primo luglio i termini per la presentazione delle domande di utilizzo degli impianti sportivi comunali e per ora non c’è alcuna ressa in Comune dei titolari delle varie società sportive, un po’ perché le tariffe sono state ritoccate al rialzo e un po’ perché è meglio non farsi vedere a palazzo San Francesco soprattutto se si hanno debiti pregressi. La giunta Casini, infatti, su spinta della Corte dei conti che sta sollecitando il rispetto delle regole, ha avviato l’operazione legalità e recupero crediti, dichiarando guerra ai morosi. Così sono state avviate le pratiche di ritiro degli affitti arretrati. In più, per rimettere a posto i conti, le tariffe sono state aumentate per adeguarle a quelle delle altre realtà simili a Sulmona. «Chi usa gli impianti sportivi comunali o altre strutture deve pagare», dichiara l’assessore allo Sport Piero Fasciani, «per questo abbiamo avviato delle verifiche e l’Ufficio legale sta contattando tutte le associazioni sportive che non sono in regola, anche perché fin quando non salderanno i loro debiti non potranno usare gli impianti comunali». Il recupero crediti nei confronti delle società sportive è stato avviato dal Comune circa nove mesi fa, con quasi 85mila euro di canoni non riscossi da recuperare. In particolare, la Basket Centro Abruzzo deve più di 33mila euro al Comune e ne ha pagati finora 22.500 per poter tornare ad allenarsi al Palasport di viale XXV Aprile, dopo la parentesi di uso della palestra di Porta Napoli della Provincia, poi dichiarata inagibile. Seguono, il San Nicola calcio con più di 23mila euro di debito, la Polisportiva dilettantistica con 15mila e la Manhattan Basket con 13mila.
«Tutte somme che il Comune dovrà riscuotere», aggiunge Fasciani, «la Corte dei conti parla chiaro e poi si tratta di una questione di giustizia e di rispetto della cosa pubblica. Anche per questo abbiamo ritoccato le tariffe per allinearci alla media nazionale».
Se nel 2015 per un’ora di allenamento le società versavano 10,53 euro e per ogni partita 42,15 euro, attualmente l’ora di allenamento costa 15,30 euro e una partita 60,40 euro. In quattro anni c’è stato un aumento di 4,77 euro per un’ora di allenamento e di 18,25 euro per una partita. «Non mi sembrano cifre esorbitanti», aggiunge Fasciani, «anche perché parliamo di società che fanno pagare abbonamenti ai loro tesserati».
In un modo o nell’altro, comunque, entro il primo luglio le posizioni delle società sportive dovranno essere sanate.
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