Soffitto a cassettoni da Collemaggio a Paganica

La proposta: riutilizzare l’apparato barocco dismesso dalla basilica nel 1972 per la chiesa del Castello
PAGANICA. Riutilizzare il soffitto a cassettoni barocco, appartenuto fino al 1972 alla chiesa di Collemaggio, nella chiesa di Santa Maria del Presepe detta del Castello a Paganica.
La proposta è del ricercatore di storia locale Raffaele Alloggia.
«A Paganica», scrive Alloggia, «la chiesa di Santa Maria del Presepe sorge sulle rovine del Castello raso al suolo il 16 giugno 1424 dalle milizie di Antonuccio Camponeschi 14 giorni dopo aver sconfitto Braccio da Montone e le cui pietre rimasero abbandonate nell’area circostante per quasi due secoli. Nel 1553 nacque a Paganica Giuseppe de Rubeis, figlio di un avvocato e nipote di un prete, la cui casa paterna si trovava nei pressi del Castello. De Rubeis divenne vescovo prima di Ugento (Lecce), nel 1599 dell’Aquila e nel settembre del 1605 di Matera. Nella sua prima visita da vescovo a Paganica, disse che era sua intenzione costruire una chiesa dedicata alla Madonna del Presepe. Il vescovo de Rubeis conosceva bene l’esigenza che aveva Paganica di avere una chiesa più grande in quanto quella parrocchiale di Santa Maria Assunta, era troppo piccola in rapporto alla popolazione di circa 5.000 persone. Il progetto per la realizzazione dell’opera fu affidato nel 1600 al paganichese capomastro Innocenzo Rotellini, il quale, dopo appena cinque anni, riutilizzando tutte le pietre della fortezza, riconsegnò i lavori e il 4 luglio 1605 l’edificio sacro fu inaugurato e aperto al culto. Nel corso dei secoli la chiesa ha avuto lunghi periodi di oblio. Nel XX secolo, in concomitanza con il terremoto della Marsica del 1915 e la prima Guerra mondiale, fu adibita a caserma di un distaccamento di soldati del tredicesimo Reggimento Fanteria di stanza all’Aquila e durante la Seconda Guerra mondiale la stessa fu utilizzata come ricovero dei muli dai tedeschi. Fino al 1972, malconcia, fu abitata da migliaia di piccioni. A seguito di un deciso intervento dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Tullio de Rubeis, nel 1972 furono assegnati i lavori di ristrutturazione alla ditta aquilana Ugo La Chioma. Nello stesso anno, alla chiesa di Santa Maria di Collemaggio, veniva tolto il soffitto a cassettoni di stile barocco. Al soprintendente Mario Moretti», continua Alloggia, «responsabile dell’operazione, fu chiesto di poter riutilizzare quel soffitto per nascondere le travature in legno della grande chiesa del Castello a Paganica, ma la risposta fu negativa, molto probabilmente c’era qualche altra idea per il suo riutilizzo. Quel soffitto si trova, dopo cinquant’anni, ancora depositato ai magazzini del Castello Spagnolo. Con il terremoto del 6 aprile 2009 la chiesa del Castello, come tutte le strutture monumentali del cratere sismico, ha riportato danni, principalmente al campanile e, non essendo aperta al culto, a oggi non c’è previsione per la sua riparazione. A distanza di molti anni chissà se il soffitto barocco sia ancora riutilizzabile e nel caso lo fosse rinnoviamo la richiesta al Comune dell’Aquila e alla Soprintendenza, di tener presente la chiesa del Castello di Paganica», conclude Alloggia. (g.p.)
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