Soldi dalle centrali elettriche, sì al Consorzio

Sfruttamento del Liri Garigliano, raggiunto il numero di Comuni aderenti. Mattei verso la presidenza
AVEZZANO. È stato raggiunto il fatidico numero dei tre quinti dei Comuni facenti parte del bacino imbrifero del Liri Garigliano, necessario per costituire il Consorzio deputato a trattare con le società elettriche al fine di recuperare i sovracanoni arretrati. Lo ha annunciato nella sede della Comunità montana di Avezzano il sindaco di Morino, Roberto D’Amico. Ora ci saranno la presa d’atto dell’adesione dei Comuni da parte del consiglio di Morino, in quanto Comune capofila, e la convocazione di una nuova assemblea per ufficializzare la nascita del Consorzio ed eleggere il presidente, che probabilmente sarà Tonino Mattei (ha seguito la vicenda fin dall’inizio). Tutto ciò dovrà avvenire entro la prima decade di dicembre, per evitare che si perda il sovracanone relativo al 2015. Il Consorzio non avrà spese. Locali e personale saranno messi a disposizione dalla Comunità montana. Nella provincia dell’Aquila i Comuni interessati sono 31, tra i quali c’è Avezzano. Ad essi spetterà il 35% della somma che va corrisposta all’intero bacino. La legge di stabilità del 24 dicembre 2012 stabiliva che i sovracanoni, previsti da una legge del 1953, dal primo gennaio 2013, venivano estesi a tutti gli impianti di produzione di energia idroelettrica superiore a 220 kw, ricadenti nei comuni «non solo rivieraschi», ma anche in quelli facenti parte dei «bacini imbriferi», indipendentemente dalla quota altimetrica. Ne nasce un contenzioso con le Società elettriche protrattosi per oltre 5 anni. Alla fine la Cassazione dà ragione ai Comuni. «Il sovracanone», si legge nella sentenza, «configura una prestazione patrimoniale imposta a fini solidaristici e ha pertanto natura tributaria. Infatti la legge del 1953 prevede la destinazione del sovracanone a un fondo comune gestito dai consorzi al fine di promuovere lo sviluppo sociale ed economico delle popolazioni interessate e per la realizzazione delle opere che si rendono necessarie per rimediare all’alterazione del corso naturale delle acque causata dalla loro regimazione artificiale». Inoltre, i sovracanoni, avendo natura tributaria, appartengono a una materia interamente regolata dalla legge dello Stato. In altri termini ai Consorzi il diritto di beneficiare dei sovracanoni viene attribuito direttamente dalla legge. Dopo 5 anni dall’emanazione della legge, questo diritto i Consorzi lo perdono.
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