Soldi del sisma dell’Aquila per una casa a Montesilvano

12 Luglio 2020

Duecentomila euro stanziati dall’ufficio speciale per la ricostruzione del cratere La vicenda a colpi di carte bollate si conclude con il via libera al contributo

L’AQUILA. Circa 200.000 euro sono stati stanziati dall’Ufficio speciale di Fossa (Usrc) a beneficio del Comune di Montesilvano che li girerà a un privato per ristrutturare la sua abitazione. La notizia è quindi che il terremoto dell’Aquila del 2009 ha fatto danni pure sulla costa anche se il Comune di Montesilvano dal 2009 non ha mai ricevuto soldi per riparare case private compromesse dal sisma di 11 anni fa. Questi sono i primi. È una storia che viaggia sulle carte bollate e su una perizia che è poi risultata fondamentale per la decisione finale dei giudici del Tar di Pescara). Tutto parte nell’ottobre del 2009 quando il cittadino «protocolla al Comune di Montesilvano una domanda di concessione di contributo per la riparazione dei danni subiti dalla sua abitazione a causa degli eventi sismici dell’aprile 2009». Passa del tempo e grazie al silenzio-assenso da parte dell’ente il privato matura l’idea che il contributo gli spetta e fornisce anche integrazioni progettuali. Il Comune però nel 2017 «preso atto della relazione istruttoria dell’Ufficio tecnico» comunica all’interessato «che le richieste di concessione di contributo non possono essere accolte in quanto la mancanza delle condizioni di sicurezza delle parti strutturali, dichiarate dal tecnico-progettista, non sono attribuibili all’evento sismico ma alla vetustà del fabbricato in relazione alla tecnica strutturale adottata all’epoca della sua edificazione». Dunque niente contributo. Il cittadino non si arrende e presenta ricorso al Tar. I giudici prima di decidere affidano a un tecnico una perizia per sapere se, alla luce delle relazioni dell’amministrazione e del ricorrente, appaia “più probabile che non” che i danni, per i quali è stata richiesta la concessione del contributo rientrino nelle ipotesi riconducibili al sisma del 2009. Il perito dà una risposta articolata che si conclude così: «Dal sopralluogo effettuato, dai riscontri effettuati, dalle relazioni dell’amministrazione e del ricorrente e in risposta al quesito richiesto si ritiene che appaia “più probabile che non, che i danni, per i quali è stata richiesta la concessione, rientrino nelle ipotesi che danno diritto a tale contributo in quanto riconducibili al sisma del 2009”. Il Tar nel gennaio 2019 prende atto dell’affermazione del perito (“più probabile che non”) e dà ragione al cittadino che a quel punto si aspetta di avere i soldi. Passa più di un anno, la sentenza non viene appellata e i soldi restano “congelati”. Il privato allora si rivolge di nuovo al Tar chiedendo che Usrc e Comune liquidino il dovuto. Il Tar si pronuncia a giugno 2020 e dà 30 giorni agli enti per ottemperare. Il 9 luglio l’Usrc con una determina è costretto a “passare” i 200.000 euro al Comune di Montesilvano che ora dovrà darli al cittadino.
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