Soldi e orologi, il tesoretto degli oggetti smarriti

14 Settembre 2017

Pezzi di vita dal materiale rinvenuto tra le case danneggiate dal terremoto Tempo scaduto per rivendicarlo, il deposito sarà incamerato dal Comune

L’AQUILA. Numero 1 banconota degli Emirati Arabi. Numero 31 banconote da euro 100 ciascuna. Numero 1 coltello. Numero 1 taser (pistola elettrica). E ancora: numero 3 pezzi di argenteria danneggiati. Numero 1 astuccio ovale di colore grigio contenente una collana di perle. Numero 1 scatolina di plastica color azzurro contenente un’icona sacra raffigurante Sant’Antonio. E avanti, fino al numero 54: catenina color argento con ciondolo. Tempo scaduto. Gli oggetti smarriti nel terremoto, dai crolli al post-emergenza, e riconsegnati da cittadini, soccorritori, forze di polizia, sono stati raccolti e custoditi, in tutti questi anni, dal Comune. O meglio, dalla polizia municipale. Si tratta di beni catalogati e chiusi a chiave nell’armeria del comando di via Scarfoglio. Una parte di questo materiale è stata già riconsegnata ai proprietari, che hanno dovuto fornire prova del loro possesso. Solo in un caso, un oggetto è stato conteso tra un avvocato e un ingegnere. Quindi accantonato. Ma questo tesoretto di beni abbandonati sta per essere incamerato al settore risorse finanziarie-economato. Eppure, l’iter sembra essere piuttosto tormentato. Visto che il procedimento, passati ormai quattro anni dall’esposizione al pubblico degli oggetti per il riconoscimento, non si è ancora concluso.
PEZZI DI VITA. A leggerlo d’un fiato, quest’elenco di 54 voci che spiegano, fin nei dettagli, le caratteristiche degli oggetti smarriti, si ha l’impressione di trovarsi davanti a un puzzle fatto di tanti pezzi di vita interrotti dalla catastrofe delle 3,32 del 6 aprile 2009. Alcuni sono oggetti di puro valore affettivo, altri hanno valore commerciale. Tuttavia, a 8 anni di distanza dal sisma, nessuno li ha più reclamati.
L’AVVISO DEL 2012. L’allora dirigente della polizia municipale Eugenio Vendrame, in un avviso pubblico del 12 dicembre 2012, disciplinò le tre fasi per la riconsegna dei beni: selezione, esposizione al pubblico e catalogazione fotografica dei beni eventualmente non reclamati.
OGGETTI IN MOSTRA. Il 27 marzo 2013, con la collaborazione della Pro loco di Onna, venne organizzata una mostra del materiale catalogato, finalizzata al riconoscimento dei beni di puro valore affettivo riguardanti quella martoriata frazione. Soprattutto album fotografici. In seguito furono esposti anche gli oggetti preziosi ritrovati in tutto il territorio comunale.
TRE ANNI DI ATTESA. Il 23 maggio 2014, lo stesso Vendrame scriveva al sindaco Massimo Cialente, alla dirigente ad interim della polizia municipale Ilda Coluzzi e al dirigente ricostruzione Vittorio Fabrizi dichiarando concluso l’iter e invitando alla presa in consegna da parte del servizio Patrimonio. Da allora la pratica non è stata chiusa, nonostante ripetuti solleciti dell’attuale comandante Ernesto Grippo, il primo dei quali il 10 settembre 2014, l’ultimo il 23 agosto scorso. Un parere legale, del 2016, esclude la possibilità di reclamare, da parte di chi ritrovò i beni, la consegna o il premio, secondo il codice civile. «A oltre 5 anni dal sisma, impossibile individuare gli aventi titolo alla restituzione». Esiste una sfilza di lettere tra polizia municipale e settore risorse finanziarie. Ma quegli oggetti senza padrone sono destinati a rimanere tali. Nessuno li vuole più. Nemmeno il Comune. (e.n.)
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