Soldi per avere la cittadinanza gli indagati respingono le accuse

19 Dicembre 2019

SULMONA. Si dichiara completamente estraneo a qualsiasi ipotesi di accordo corruttivo e ad ogni altra ipotesi accusatoria formulata dalla Procura di Isernia nei suoi confronti. Dopo aver ricevuto l’av...

SULMONA. Si dichiara completamente estraneo a qualsiasi ipotesi di accordo corruttivo e ad ogni altra ipotesi accusatoria formulata dalla Procura di Isernia nei suoi confronti. Dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia, in cui viene accusato di aver facilitato la concessione della cittadinanza italiana a brasiliani che, secondo le accuse, avrebbero pagato per ottenere il riconoscimento, il sindaco di Castel del Giudice Lino Gentile, commercialista che lavora anche con il Cogesa, interviene sulla vicenda che lo vede coinvolto. «Ho piena fiducia nell’operato della magistratura e soprattutto non ho nulla da nascondere», queste le prime dichiarazioni del sindaco Gentile, che aggiunge: «Non ho mai preso parte ad alcun accordo corruttivo, né ho mai commesso atti contrari ai miei doveri d'ufficio in cambio di alcuna utilità personale, Sono sicuro di poter dimostrare la mia estraneità ai fatti e la totale correttezza del mio operato. Con grande serenità continuerò a lavorare nell’esclusivo interesse della mia comunità. Pertanto nelle prossime ore i miei legali di fiducia , gli avvocati Danilo Leva e Vincenzo Margiotta, valuteranno tutti i passi da compiere per chiarire sin da subito la mia posizione». Sulla stessa lunghezza d’onda i due pratolani, padre e figlia, proprietari di un albergo a Castel del Giudice, finiti anche loro nell’inchiesta in cui sono indagate a vario titolo 17 persone, tra le quali figurano anche i cittadini brasiliani che avrebbero versato denaro e regali vari per ottenere la cittadinanza italiana nei Comuni di Castel del giudice e Pratola Peligna.
«Siamo totalmente estranei ai fatti contestati e proveremo la totale infondatezza delle accuse che già si mostrano lacunose e claudicanti», affermano Toni Marco Palombizio e la figlia Danesa, quest’ultima ex assessore della passata giunta comunale di Pratola. «Respingiamo ogni ipotesi a noi ascritta. Per questo abbiamo dato mandato ai nostri avvocati Stefano Di Nino e Alessandro Margiotta per contrastare fermamente l’ipotesi accusatoria». (c.l.)
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