Soldi per il funerale, è polemica

4 Febbraio 2016

Tagliacozzo, una donna chiede aiuto al Comune: «Non ho i soldi». E poi chiama i carabinieri

TAGLIACOZZO. Donna di 59 anni, Adriana Regoli, di Villa San Sebastiano, muore di tumore e la figlia, non avendo i soldi per il funerale, si rivolge al Comune.

Ma invece di solidarietà, trova indifferenza.

Quanto accaduto a Serena Rotondi, 20 anni, disoccupata, ha dell’incredibile.

Ieri mattina, anziché stare vicino alla madre deceduta durante la notte, nella clinica Di Lorenzo, è corsa al Comune di Avezzano, sperando che la potessero aiutare a sostenere le spese del funerale.

«Il sindaco Gianni Di Pangrazio», racconta Serena, «ricevendomi, mi ha fatto presente che del mio caso avrebbe dovuto occuparsi il Comune di Tagliacozzo, dove io e mia madre siamo residenti. Così mi ha dato il numero di cellulare del sindaco Maurizio Di Marco Testa. L’ho chiamato, facendogli presente la mia situazione. Mi ha detto di parlare con l’assistente sociale. Al numero che mi ha dato mi ha risposto, credo, un’impiegata. L’ho pregata di passarmi l’assistente sociale. Mi ha risposto di attendere. Dopo un po’ hanno riattaccato».

Disperata, la ragazza si è rivolta ai carabinieri della compagnia di Avezzano, che si sono attivati immediatamente.

Mentre una pattuglia si recava alla clinica Di Lorenzo, per accertarsi del fatto, veniva contattato il sindaco di Tagliacozzo, che assicurava l’erogazione di un contributo di 1.200 euro per i funerali della donna. Contributo previsto per legge.

I carabinieri hanno informato di quanto è stato loro assicurato, la direzione della clinica, che a sua volta ha provveduto a comunicarlo a Serena Rotondi.

Il sollievo che la notizia le ha arrecato, però, è durato poco. «Un’impresa di pompe funebri, alla quale mi sono rivolta», racconta ancora Rotondi, «dopo un’ora mi ha richiamato per dirmi che non poteva accettare l’incarico: non era riuscito a contattare il Comune di Tagliacozzo e non voleva prendere altre fregature». Così, la povera giovane ha passato un pomeriggio d’inferno.

Alla 20, finalmente, grazie all’interessamento del direttore sanitario della clinica, Angelo Petroni, l’impresa di pompe funebri Capodacqua di Capistrello si è offerta di occuparsi dei funerali.

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