Sollecitati lavori nei boschi distrutti dalle valanghe

1 Aprile 2015

PRATOLA PELIGNA. Le valanghe hanno modificato lo scenario del Morrone, distruggendo ettari di bosco, ma non hanno cambiato il fascino del paesaggio. In molti continuano a salire su Colle delle...

PRATOLA PELIGNA. Le valanghe hanno modificato lo scenario del Morrone, distruggendo ettari di bosco, ma non hanno cambiato il fascino del paesaggio. In molti continuano a salire su Colle delle Vacche a Pratola Peligna per assistere al nuovo scenario che il disgelo ha lasciato sul fianco della montagna. Operazioni non facili data la presenza di migliaia di tronchi che sbarrano la strada per arrivare al rifugio omonimo. «È necessario iniziare da subito a rendere l’area nuovamente accessibile per lo meno sino al rifugio», afferma Fabiana Donadei dell’associazione Montagna e vita, «intervento fondamentale per creare una rapida via di accesso nel caso di emergenze. Inoltre, bisognerebbe cominciare a rimoverei tronchi dei pini accatastati che con la stagione calda potrebbero innescare degli incendi».

L’appello, indirizzato ad amministrazioni comunali e al Parco della Majella, ha un suo sano fondamento data l’enorme presenza di pini distrutti, accatastati e carichi di resina, a ridosso degli altri boschi.

«Il Morrone», aggiunge Maria Clotilde Iavarone dell’associazione Orsa Pro Natura, «è una montagna soggetta a fenomeni di questo tipo. Credo sia necessario, per lo meno nelle aree dove possono esserci dei rischi per le persone, oltre che in quelle con la presenza di strade e importanti testimonianze storiche, sviluppare dei sistemi di monitoraggio». (f.c.)

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