Solo 13 ditte nel Fondo etico

14 Dicembre 2017

Contributo di 230mila euro per l’utilizzo di un robot chirurgico in ospedale 

L’AQUILA. Un robot chirurgico, in grado di effettuare interventi di altissima precisione, manovrato a distanza da una consolle. Un’ apparecchiatura a disposizione dell’ospedale San Salvatore dalla scorsa settimana, quando è stato eseguito il primo intervento, grazie alla sinergia tra Fondazione Carispaq e Fondo etico della ricostruzione. Ieri la firma del protocollo di intesa, a margine della conferenza stampa di fine anno dell’Ance. Presenti il presidente della Fondazione Carispaq Marco Fanfani, il presidente del Fondo etico Aldo Mancurti, il presidente Ance Abruzzo Armando Di Eleuterio, il direttore generale dell’Asl Rinaldo Tordera e il primario di urologia del San Salvatore Luigi Di Clemente.
Il robot è stato donato per un anno, in comodato d’uso, dalla società Leonardo all’Asl: i 230mila euro messi a disposizione dalla Fondazione Carispaq (150mila) e dal Fondo etico (80mila) serviranno a finanziare l’acquisto dei kit per eseguire gli interventi chirurgici, che hanno un costo molto elevato. «Grazie alla sinergia tra istituzioni», ha commentato Tordera, «è maturata l’opportunità di avere a disposizione un macchinario interventistico di altissima precisione, da utilizzare per patologie molto serie, soprattutto in campo urologico e ginecologico. Uno strumento innovativo in uso al San Salvatore, ma che sarà a disposizione dei medici chirurghi di tutta la provincia». Un’idea partorita dalla Fondazione Carispaq e sposata dal Fondo etico, nato nel 2014 con la finalità di finanziare iniziative a favore della ricostruzione sociale e culturale dell’Aquila e dei comuni del cratere 2009. «Abbiamo voluto dare un segnale di attenzione nel campo dell’innovazione tecnologica sanitaria», ha precisato Fanfani, «tentando di colmare un ritardo che vedeva, in Abruzzo, la presenza di un robot chirurgico solo a Chieti e Pescara. Quando in questa città si mettono insieme energie positive, si riescono a ottenere risultati concreti». Dalle prime donazioni del 2015, il fondo etico è rimasto “dormiente”, con adesioni inferiori rispetto alle aspettative. Al momento, vi hanno aderito solo tredici imprese, versando il 2 per mille del fatturato annuale. «Credo che le imprese che lavorano alla ricostruzione abbiano cominciato a capire che l’adesione al Fondo etico dà una maggiore forza e senso agli interventi, rispetto alle singole iniziative che pure vengono portate avanti in ambito sociale e culturale», ha dichiarato Mancurti. «Abbiamo impegnato, in questo progetto, 80mila euro, quasi il 90 per cento delle quote versate al Fondo da tredici imprese. In lista di attesa abbiamo una quindicina di adesioni di altre ditte». Al Fondo etico hanno aderito finora Archeores di Fausto Dramisino, Cingoli di Giuseppe Cingoli, Coaf di Mauro Irti, Consorzio Di Vincenzo e Strever, Edilfrair di Gianni Frattale, Edilstrade di Vittorio Beccaceci, Fratelli Chiodi costruzioni, Gaia Costruzioni di Stefano Cipriani, Mc costruzioni di Marcello Cantelmi, Palombizio costruzioni, Ricci costruzioni, Rosa edilizia di Walter Rosa e Sac spa, di Emiliano Cerasi.
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