Solo 60 negozi in centro

24 Maggio 2018

Cioni (confcommercio): prima del terremoto ce n’era almeno un migliaio

L’AQUILA. In centro storico hanno rialzato la saracinesca una sessantina di attività commerciali, a fronte delle oltre mille presenti prima del terremoto del 2009. Quelle di oggi sono appena dieci in più rispetto a due anni fa. Un bilancio «risicatissimo», secondo la Confcommercio, che ieri ha incontrato, a Palazzo Fibbioni, l'assessore alle Attività produttive, Alessandro Piccinini. Numeri che delineano una realtà lungi dall'essere rientrata nella sfera dell'ordinarietà. Neppure il bando Fare Centro è riuscito a fare il miracolo. In questi giorni verranno erogate le prime tranche di finanziamento «ma tutto», avverte Celso Cioni, direttore regionale della Confcommecrcio, «rischia di essere vanificato, se non verrà messa in atto una strategia per accompagnare la riapertura delle attività commerciali».
E proprio su questo la Confcommercio, che ha inanellato una serie di richieste, ha puntato i riflettori: il rientro delle banche e degli uffici pubblici in centro, a partire da quelli comunali, la definizione di un piano parcheggi che garantisca il turnover e la possibilità di raggiungere agevolmente i negozi , oltre alla pianificazione degli interventi per le opere pubbliche, a cominciare dai sottoservizi.
POCHI NEGOZI. Si sperava in un rientro in massa. La stessa Confcommercio aveva ipotizzato la riapertura, dentro le mura storiche aquilane, di circa 200 attività produttive entro due anni dall'emanazione del bando Fare Centro. «A oggi i negozi che operano in centro sono appena una sessantina», conferma Cioni, «contro gli oltre mille presenti prima del sisma. La situazione si è bloccata completamente, nonostante gli strumenti agevolativi e le risorse messe in campo. Persino gli anticipi sull'erogazione dei fondi del bando Fare Centro rischiano di produrre ben poco di fronte ad una situazione generale ancora caotica. Serve una strategia di accompagnamento, con un'interlocuzione sistematica che coinvolga le associazioni di categoria. È il buon senso che ce lo impone. E questo può farlo solo il Comune».
CENTRO-TRAPPOLA. Troppe le difficoltà, tra cantieri aperti, lavori dei sottoservizi, mancanza di attrattori e problema parcheggi. «Tutto questo sta influendo negativamente sul riposizionamento delle attività commerciali, che deve viaggiare di pari passo con l'individuazione di attrattori pubblici, siano essi sportelli bancari che uffici», incalza Cioni. «Già nel 2010 la Confcommercio produsse uno studio che analizzava la presenza di attrattori in centro, prima del terremoto, e la necessità di incentivarne il rientro».
POCHI PARCHEGGI. «Vogliamo conoscere in maniera dettagliata il Piano parcheggi proposto dall'amministrazione comunale», prosegue Cioni, che individua nel turnover delle auto «un elemento essenziale per garantire la fruibilità delle aree centrali, quindi dei negozi. Invitiamo il Comune a rendere partecipi le associazioni di categoria delle scelte che si stanno operando. Il problema parcheggi non è secondario, con una visione che guarda, in prospettiva, anche all'opportunità di project financing che possano implementare l'esistente. Stesso discorso vale per la programmazione delle opere pubbliche, a partire dai sottoservizi, per concordare gli interventi e consentire ai commercianti di programmare la gestione degli esercizi in base a un cronoprogramma. Altrimenti creeremo solo altri poveri».
E LA PERDONANZA? «La disponibilità dell'assessore Piccini è stata massima. Vedremo in cosa si tradurrà», conclude Cioni, «ma ci sono altri settori in cui vorremmo essere maggiormente coinvolti, come l'allestimento del cartellone della Perdonanza. Stiamo mettendo in atto molte iniziative, che sarebbe opportuno calare in un contesto programmatico predefinito. La Perdonanza può essere l'occasione giusta per dare una mano al commercio cittadino».
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