Sono 200 gli immobili da demolire in città

1 Novembre 2016

Chiusa via XX Settembre per consentire l’abbattimento del palazzo del benzinaio Ieri è partita la bonifica dell’amianto, previsti interventi anche nelle frazioni

L’AQUILA. Sono 200 gli immobili compromessi dal sisma del 2009 e ulteriormente colpiti dalle ultime scosse del centro Italia che dovranno essere abbattuti in tempi abbastanza veloci, distribuiti tra città e frazioni. Dieci si trovano nel quadrilatero fra via XX Settembre, Villa comunale, via Cola dell’Amatrice e via Campo di Fossa, il luogo, quest’ultimo, che ha pagato un drammatico tributo di vittime al sisma aquilano. Palazzi che nelle ultime settimane hanno perso ancor più stabilità e diventano pericolanti. Sotto il peso della scossa di 6.5 di domenica mattina è crollato un edificio in via Cola dell’Amatrice da cui la notte del 6 aprile 2009 le famiglie uscirono vive per miracolo, mentre il palazzo cosiddetto “del benzinaio”, all’angolo tra via XX Settembre e corso Federico II, in attesa da oltre un anno delle autorizzazioni per essere buttato giù, ha perso un puntellamento in tubi innocenti mandando su tutte le furie l’assessore alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano, e il sindaco Massimo Cialente. Il quale polemizza con la Provincia «lenta nel procedere con gli accordi di programma». Per questo edificio il sindaco ha firmato ieri l’ordinanza per demolire d’urgenza, si procederà giovedì. E dunque la viabilità subirà restrizioni e chiusure per agevolare i lavori: già da ieri pomeriggio è stata chiusa via XX Settembre nel tratto da via Sant’Agostino a via Crispi, anche per permettere alla ditta di procedere con le opere provvisionali di sicurezza e posizionare domani la macchina demolitrice. Per il palazzo dell’Agip ieri sono invece partiti i lavori per la bonifica dell’amianto. Dal sopralluogo dei tecnici comunali e dell’assessore Di Stefano ieri è emersa una mappa di edifici da abbattere subito tra via Cola dell’Amatrice, via Campo di Fossa, via XX Settembre, via Fontesecco. Gli altri sono sparsi tra le frazioni e in città. Intanto il Comune sta studiando, insieme all’Ufficio speciale per la ricostruzione, due provvedimenti per procedere con dei prefinanziamenti della parte relativa alle demolizioni. Provvedimenti che riguarderanno due tipologie di lavori: gli edifici da abbattere volontariamente e quelli su cui le ordinanze dispongono che devono essere abbattuti. Per i casi come l’edificio della Villa comunale, in sostanza, il Comune metterà le ditte nelle condizioni di demolire in anticipo rispetto al rilascio del contributo. «Si sta studiando anche un provvedimento per prefinanziare la cantierizzazione», spiega Di Stefano, «perché quando realizzi il cantiere metti anche in sicurezza le facciate che sono a rischio cedimenti, con reti e impalcature. Sto facendo una delibera che esenti per queste ditte il pagamento della tassa per occupazione di suolo pubblico». (m.g.)

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