«Sono piombati in casa, è stato terribile»

7 Dicembre 2018

Parlano madre e figlia derubate di 70mila euro: «Erano i risparmi di una vita». I carabinieri ascoltano familiari e vicini

PESCINA. «Siamo state svegliate dai rumori e dopo un istante ce li siamo trovati davanti: ci hanno spinte sul letto, immobilizzandoci e impedendoci di gridare. La luce non si accendeva e ci puntavano in faccia le torce per accecarci. Non li abbiamo visti in faccia, ma adesso viviamo nel terrore».
Giovannina Iulianella, 88 anni, e la figlia Fabrizia Tarola, di 59, hanno impressi nella mente i drammatici momenti vissuti per colpa di tre banditi. «Non possiamo dimenticarli, sono entrati in casa nostra mentre dormivamo», proseguono le due donne rapinate di 50mila euro in contanti e di 20mila in oro. Raccontano l’incontro con la banda di malviventi che le ha sconvolte e ha lasciato sul corpo dei lividi. «Sono piombati in casa e siamo state spintonate», prosegue Fabrizia Tarola, «uno ha bloccato mia madre e le ha messo una mano sulla bocca per non farla gridare. Anch’io ho cercato di ribellarmi, ma non ci sono riuscita. I soldi? Erano risparmi di una vita intera».
Ieri le due sono state riascoltate dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Avezzano, guidato dal sottotenente Bruno Tarantini, che stanno svolgendo le indagini insieme ai militari della caserma di Pescina agli ordini del maresciallo Rocco Alì. Mamma e figlia sono state strattonate e bloccate da due persone, mentre una terza prelevava quanto custodivano in un baule. Gli investigatori non trascurano alcun dettaglio, convinti di poter risalire agli autori del colpo. Sono state ascoltate anche diverse persone legate alla famiglia e dei vicini di casa. Chi ha agito, andando a prelevare il piccolo tesoro nel baule, sapeva bene quali erano le abitudini di madre e figlia.
L’episodio è avvenuto intorno alle 3 di notte in un’abitazione di via Trento. I tre rapinatori, dopo essersi introdotti nell’abitazione forzando una porta in alluminio, hanno puntato le torce in faccia alle inquiline per non farsi riconoscere.
«Abbiamo provato ad accendere l’interruttore, ma la luce non c’era», hanno spiegato le due donne.
I malviventi, infatti, avevano staccato la corrente per cogliere impreparate le donne durante il sonno. Mentre due di loro le hanno immobilizzate, il terzo uomo ha prelevato la somma in denaro e tutti insieme, a quel punto, si sono allontanati a piedi. Si sono quindi alzate dal letto e hanno lanciato l’allarme. Solo al mattino madre e figlia hanno deciso di farsi medicare al pronto soccorso.
La pensionata era stata già aggredita a metà settembre, sempre nella sua abitazione. Un giovane l’aveva scaraventata a terra dopo che la donna l’aveva sorpreso in casa. Poi lei aveva cominciato a gridare mettendo in fuga il ladro. Non è escluso che possa trattarsi della stessa persona coinvolta nella rapina compiuta nella notte.
Il primo cittadino di Pescina, Stefano Iulianella, ha fatto visita alle malcapitate, ancora traumatizzate da quanto accaduto. (p.g.)
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