«Sono un onesto, la mia vita è rovinata»

Ciciotti per tre ore dal gip. Anche l’ex consigliere Di Giacomo evidenzia le contraddizioni del geometra che li accusa
CAPISTRELLO. «Mi avete rovinato la vita per cose che non ho fatto, sono una persona perbene, ho lavorato onestamente una vita intera. E al Comune ho rinunciato all’indennità da sindaco senza mai aver richiesto un rimborso spese». È un Francesco Ciciotti provato quello che si è difeso nel lungo interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari, Maria Proia, e al pubblico ministero Andrea Padalino. Accompagnato dal suo legale, Antonio Milo, il sindaco è stato ascoltato per più di tre ore sulle accuse che lo riguardano e che vanno dalla corruzione alla turbativa, fino alla concussione, e che riguardano presunte irregolarità sull’affidamento di appalti pubblici nel Comune marsicano. Non sono mancati momenti di concitazione. «Ha contestato con forza ogni addebito a suo carico», afferma Milo all’uscita dal tribunale, «spiegando in maniera puntuale e analitica come si sono svolti i fatti che sono alla base delle accuse mosse dalla Procura. Abbiamo avanzato anche l’istanza di scarcerazione e il giudice nei prossimi giorni deciderà se revocare o confermare la misura degli arresti domiciliari».
DOCUMENTI DA DI GIACOMO. Ieri mattina si è svolto anche l’interrogatorio dell’ex consigliere comunale Corrado Di Giacomo, anch’egli ai domiciliari, difeso dal legale Roberto Verdecchia. L’indagato ha presentato della documentazione aggiuntiva a sua difesa. «La vicenda è stata ricostruita in maniera totalmente diversa», dice Verdecchia, «mettendo in risalto le contraddizioni del grande accusatore, il geometra Dario Bucci, con le varie deposizioni rese dai testi sentiti. Sono stati prodotti documenti inoppugnabili che dimostrano la carenza dei presupposti della misura applicata nei confronti del Di Giacomo». L’interrogatorio, anche in questo caso, è durato oltre tre ore. Oggi sarà interrogato il tecnico Romeo Di Felice, assistito dall’avvocato Fernando Pestilli. A seguire verranno ascoltati gli altri indagati, fino a martedì prossimo.
L’ACCUSATORE REPLICA. Il primo cittadino e Di Giacomo, nel corso degli interrogatori, hanno attaccato in più passaggi il loro accusatore, insinuando diversi profili di «incongruità e illogicità». Anche nei giorni scorsi il primo cittadino ha affermato, tramite il suo legale, che il tecnico in questione «è stato in precedenza denunciato dallo stesso sindaco Ciciotti». Il geometra ha voluto replicare. «Da parte delle autorità», tiene a sottolineare Dario Bucci, «non ho ricevuto alcuna comunicazione così come dichiarato dal sindaco». Proprio ieri si sarebbe dovuto tenere in tribunale un giudizio per provvedimento disciplinare su richiesta di Ciciotti nei suoi confronti, per un fatto del 16 luglio scorso in cui il tecnico aveva segnalato in una lettera presunte irregolarità prima di una gara d’appalto. Era stato contestato il tono non consono della lettera.
SEGRETI D’UFFICIO. Nell’inchiesta è coinvolto anche l’architetto Francesco Vaccaro, che per l’accusa avrebbe risposto a un bando prima della pubblicazione. «Non c’entro nulla», afferma Vaccaro, «ho semplicemente partecipato a un bando. Ho presentato due domande per lo stesso bando, annullato a giugno e ripubblicato a luglio. La prima l’ho protocollata il 23 giugno ma sono stato escluso. Poi hanno riproposto il bando a luglio e ho protocollato la seconda domanda per il secondo bando il 22 luglio. Forse sono stati invertiti i due fogli, altrimenti non capisco quale sia la mia colpa. Non conosco nessuno dell’amministrazione».
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