Soprintendenza: «Isola non autorizzata»

21 Gennaio 2020

Attacco al Comune sul contenitore di rifiuti addossato alla chiesa: «L’ente sapeva, ignorate le nostre prescrizioni»

L’AQUILA. Soprintendenza all’attacco del Comune sul caso dell’isola ecologica sfrattata da piazza San Domenico.
«Il grande contenitore è stato installato senz’autorizzazione. Anzi dopo un esplicito e motivato diniego, espresso dalla Soprintendenza dopo l’esame della richiesta e dei dati tecnici trasmessi pochi giorni prima dal Comune. Il diniego si riferiva principalmente all’impropria localizzazione, in adiacenza alla parete esterna della chiesa, uno dei più importanti monumenti cittadini. Infatti pur manifestando apprezzamento per il progetto di raccolta differenziata – di cui si condividono gli obiettivi di educazione ambientale e sostenibilità – si invitava il Comune a individuare una differente soluzione (sia per la dimensione del contenitore che per la sua collocazione). Questa indicazione coincideva, peraltro, con l’analoga valutazione espressa anche dalla Commissione spazi pubblici e arredo urbano del Comune il 17 settembre 2019, che evidenziava la necessità “di individuare, soprattutto per il centro storico, tipologie...interrate e comunque di minor impatto possibile con gli ambiti storicamente e paesaggisticamente vincolati”. Dunque una valutazione decisamente critica con l’invito a trovare un’alternativa, evidentemente caduto nel vuoto. D’altra parte nelle principali città d’arte italiane ed europee il problema viene risolto con soluzioni generalmente molto più compatibili e rispettose degli spazi pubblici e degli edifici storici, con dispositivi più piccoli, interrati o integrati. Sull’asserita assenza della Soprintendenza a quella riunione occorre rilevare che non risultano pervenute convocazioni e che comunque, anche in assenza dei rappresentanti della Soprintendenza, i presenti alla Commissione avevano unanimemente espresso le loro posizioni critiche. E che, infine, quando la Soprintendenza si è espressa ai sensi di legge, il Comune ne ha deliberatamente ignorato le indicazioni. Era il 6 dicembre», prosegue la Soprintendenza, «e quel contenitore, infatti, seppur non autorizzato è stato inaugurato e messo in funzione. E a nulla sono valsi anche i successivi immediati solleciti agli uffici comunali volti alla sua rimozione, richiamando il diniego e gli obblighi di tutela della qualità storica degli spazi pubblici. È passato oltre un mese ed è stato necessario un nuovo invito ad adempiere, risalente ai giorni scorsi. D’altra parte le installazioni nel centro storico, ove non autorizzate, vanno rimosse. È un obbligo di legge che vale sia per i privati che per gli enti pubblici. Sulle altre considerazioni si evidenzia che il lamentato, deprecabile stato dei luoghi pregresso (vetture parcheggiate e rifiuti abbandonati) richiedeva, evidentemente, una diversa gestione (e, forse, un’idonea opera di sensibilizzazione dei cittadini incivili) da parte degli enti preposti, visto che tra i tanti compiti della Soprintendenza non rientrano la rimozione dei rifiuti né la segnalazione dei disservizi. La Soprintendenza resta disponibile a ogni utile confronto preventivo per condividere indirizzi e scelte volti al rispetto e alla migliore valorizzazione del pregiato sistema di spazi ed edifici storici che la ricostruzione sta via via restituendo alla nostra città».(cr.aq)